Sicurezza
«In Lega Pro occorre invertire la marcia»
LUCCA. «Se si vuole garantire un futuro alla Lega Pro occorre invertire la marcia, e a farlo non può essere chi ha contribuito a portarci a questo binario morto»: Paolo Marcheschi, candidato alla...
LUCCA. «Se si vuole garantire un futuro alla Lega Pro occorre invertire la marcia, e a farlo non può essere chi ha contribuito a portarci a questo binario morto»: Paolo Marcheschi, candidato alla presidenza della Lega Pro, interviene per contestare la gestione tenuta sino ad oggi, sostenendo la necessità di un’inversione di tendenza.
«Se si analizzano i dati degli ultimi anni – dice Marcheschi – si nota che dal 2000 al 2015 sono “spariti” 107 club in Lega Pro, che rappresentano 100 milioni di euro di ricchezza in meno. Appare evidente, quindi, che l'equazione meno club uguale a più ricchezza è fondamentalmente sbagliata. La Lega Pro è una risorsa, non un problema. Le squadre che militano in questa categoria sono strettamente legate ai Comuni e alle Province del territorio, e questo si traduce in quasi 150 milioni di euro di indotto, per le amministrazioni. Dobbiamo recuperare la credibilità e iniziare una vera riforma del calcio. Tra le mie proposte c'è la volontà di riformare la legge Melandri, promuovere bilanci sani delle società, riformare la Coppa Italia per valorizzare i nostri talenti e migliorare il sistema di rimborsi delle società».
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