Sicurezza
Il segreto d(e)i Templari? Grinta, cuore e intensità
La numero 7 biancorossa protagonista del magic moment delle Mura «Ogni volta che la palla vola verso il canestro mi emoziono come una bambina»
LUCCA. «Brave bimbe: Schio...date!». Non capita tutti i giorni di vedere una ventina di tifosi partecipare con cori e incitamenti all’allenamento del martedì. Ma a Lucca, capitale del basket femminile, in questa magica stagione(10 vittorie su 10 partite e 1°posto in classifica) succede anche questo. Tra le protagoniste della cavalcata biancorossa e della recente vittoria sulla corazzata Schio, c’è anche Elisa Tempari. La 26enne guardia porta il numero 7, ha grinta da vendere ed è un esempio per le compagne. «Gioco a basket da quando avevo 8 anni – dice la giovane – Ho cominciato grazie al mio insegnate di ginnastica della 3°elementare: mi una lezione sulla pallacanestro e fu amore a prima vista». Un amore che da quel primo allenamento a San Giovanni Valdarno è cresciuto giorno dopo giorno: «Ogni volta che mi allaccio le scarpe e scendo in campo mi emoziono come fosse la prima volta – racconta Templari – affronto ogni allenamento come fosse la finale del campionato».
Un impegno stellare, quello della 26enne: «A molte ragazzine manca la giusta mentalità per sfondare – afferma Elisa – L'esempio lampante, è che alcune ragazze, quando vengono chiamate in prima squadra, affrontano l’impegno come fosse un peso. Invece è una fortuna, un motivo di orgoglio per il proprio lavoro». O almeno così è stato per lei, che da giocatrice del settore giovanile si è ritrovata in prima squadra a Spezia: «È stato un momento difficile – afferma Elisa – ma dentro di me c'era una felicità immensa e un orgoglio tale, che mi ha fatto superare il primo impatto con le più grandi».
Elisa ha avuto dei seri infortuni alle ginocchia. Avrebbe potuto perdere motivazioni, ma ha sempre tenuto duro: «Non ho mai pensato di smettere – racconta – ho usato le mie difficoltà come scalini da superare; quando ero ferma per infortunio, ero presente a tutti gli allenamenti e andavo anche in trasferta a supportare le mie compagne».
Il primo impatto con la prima squadra è stato alla Spezia, nella preparazione estiva, alla guida di coach Diamanti: «Essere allenata da Mirco è una fortuna – dice – ogni volta che venivo a Lucca a vedere le partite, mi fermavo a parlare con lui». Il coach biancorosso ha un ruolo fondamentale nella sua crescita: «Prima di conoscerlo pensavo troppo a fare canestro e mi lamentavo se me lo dicevano. Ma una volta arrivata ai suoi ordini, ho capito cosa fare per il bene della squadra». Il marchio di fabbrica di Elisa è l'intensità, che l’aiuta anche quando non è in serata di grazia: «Non mollo mai e do sempre il 100% – dice – Succede di incappare in una serata storta, ma non bisogna demoralizzarsi».
Ogni persona ha degli obiettivi per il futuro, Elisa ha già le idee ben chiare: «Nel mio futuro vedo solo il basket – esclama con un sorriso la play di San Giovanni Valdarno. Quando smetterò, rimarrò sempre nell'ambiente, il mio obbiettivo è fare l'istruttrice di minibasket anche se, non mi dispiace l'idea di prendere il tesserino come preparatore fisico. Un aspetto, quello della preparazione atletica, che viene trattato nella maniera giusta solo in poche realtà».
Per concludere è ovvio parlare del momento magico che sta vivendo Lucca: «È un momento bellissimo ma dobbiamo stare con i piedi per terra. Stiamo dando il massimo e sabato arriva un'altra corazzata, ovvero Ragusa. Abbiamo bisogno di un palazzetto pieno: i nostri tifosi sono sempre meravigliosi. Sono il sesto uomo in campo».
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