La manifestazione
Lega Pro, tre candidati per la poltrona
Paolo Marcheschi, scelto da Bacci, dovrà vedersela con Gravina e Pagnozzi
LUCCA. Rinnovamento o restaurazione? La Lega Pro è di fronte a un bivio. E la Lucchese dopo la discesa in campo di patron Bacci - l’artefice principale della candidatura del fiorentino Paolo Marcheschi, assicuratore ed ex sub commissario della stessa associazione - deve augurarsi che la direzione intrapresa dal numero uno del club possa ottenere almeno una ventina di voti da parte dei club. Con l’ingresso all’ultimo tuffo e a sorpresa dell’ex vice presidente del Coni, Raffaele Pagnozzi, 67 anni, appoggiato dal tandem Tavecchio-Lotito e quindi in grado di sparigliare le carte, l’impresa del rinnovamento diventa assai più ardua. In settimana Gabriele Gravina, il terzo competitor, presenterà il suo programma (assai simile a quello di Marcheschi) e a quel punto - anche se all’orizzonte si preannunciano colpi di scena su tutti i fronti - la partita si giocherà il 22 dicembre quando il commissario straordinario Tommaso Miele convocherà l’assemblea. Ordine del giorno: ore 10,30 esame e approvazione del bilancio al 30 giugno 2015, ore 14,30 (dopo un lauto pasto) elezioni del nuovo presidente di Lega Pro, dei due vice presidenti e degli 8 consiglieri. Maggioranza assoluta 50% + 1 alla prima votazione, maggioranza relativa alla seconda. Essendo 54 i voti validi e tre i competitor chi ottiene 19 preferenze viene eletto. E tutti e tre i candidati, immancabilmente, sostengono di avere i numeri per ottenere la poltrona di numero 1 della Lega Pro. Marcheschi, il candidato di Bacci e della Lucchese, dopo la candidatura Pagnozzi pare ancor più carico: «Le ombre dei potenti che sarebbero dietro ai miei due competitor rafforzano la volontà che ho raccolto in questi mesi di cambiare aria al calcio. Se vincerà il duo Pagnozzi /Lotito, sarà una delle ultime volte che voteranno per la Lega Pro. Il progetto segreto è quello di cancellare tutta la Lega Pro. Il duo Gravina/Abete non è stato in grado di opporsi a Lotito. Ma chi può escludere che questo scenario Gravina/Pagnozzi non possa nascondere un reticolo sotterraneo che preveda tra i due un ticket? Quale? Uno in Lega Pro e l'altro in Figc al posto di Tavecchio nel 2017. Io sono il candidato di chi vuole guardare avanti. La crisi della Lega Pro è frutto della crisi del calcio italiano. Dobbiamo recuperare la credibilità e iniziare una vera riforma. La Lega Pro deve essere la ‘fabbrica di talenti’ ma non più a parole, serve supportarla con finanziamenti per i vivai».
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