Sicurezza
Piccinini, una vita dedicata al ciclismo
Dalla carriera di dilettante tra Italia e Francia ai due titoli iridati amatoriali sino all’organizzazione del Mondiale del 2013
LUCCA. Nella storia ciclistica lucchese Benedetto Piccinini si è ritagliato una parte di primo piano per essere stato il coordinatore generale del campionato mondiale di ciclismo che nel 2013, grazie al suo infaticabile lavoro e ad una grande intuizione, partì da Lucca per poi snodarsi nel circuito di Firenze. Ma questo è stato soltanto l'ultimo capitolo di una vita dedicata al ciclismo dividendo i suoi successi di corridore fra l'Italia e la Francia. Perchè in Oltrealpe, con la maglia dell'AZ Peugeot dall'1984 al 1997, ha ottenuto le 36 vittorie più belle di una lunga e gratificante carriera anche senza passare professionista.
Una passione tramandata. Nato a Capannori il 29 agosto 1955 Piccinini si innamorò del ciclismo per seguire le orme del padre Marino, che ha corso fino ad Indipendente all'epoca di Vivaldo Cipollini. Una passione trasmessa al figlio, ma sconsigliata da intraprendere perchè troppo faticosa e invece sostenuta con convinzione dallo zio Alberto Mattei che prevedeva per Benedetto una carriera luminosa. Nel 1971 Benedetto inizia a correre per la Velo Club Coppi di Lunata dove rimane fino al 1973 cogliendo i primi piazzamenti.Nel 1974 al primo anno da Dilettante cominciano ad arrivare le sue prime vittorie dopo essere passato alla Cap Soccorso di Prato. Dal 1973 al 1978 vince 7 corse fra le quali 2 Internazionali a Prato e ad Arezzo. Fra i migliori piazzamenti il terzo posto al campionato regionale nel 1975, dietro a Cesare Cipollini e Mario Saccone. Piccinini è un buon passista, ma dimostra di essere un corridore portato per le gare dure, difendendosi bene anche in salita. Gli ultimi due anni li corre con la Sia Wolkswagen di Prato diretta da Agostino Brocchi.
Quando sconfisse Bitossi. La vittoria che non dimenticherà mai fu nel 1977 alla Lucca in bicicletta sul circuito delle Mura. Allora era aperta a tutti, professionisti, dilettanti e amatori. In gara c'era anche Franco Bitossi che appena pochi mesi prima non era riuscito a conservare la maglia tricolore dei professionisti, vinta l'anno precedente davanti a Francesco Moser. «Quel giorno andai fortissimo - ricorda Piccinini - in una giornata falcidiata dal vento e dalla pioggia in un clima invernale, ricordo era l'11 novembre, sul circuito delle Mura attaccai a 7 chilometri dal traguardo. Dietro di me il gruppo veniva controllato da Bitossi che non dette importanza alla mia fuga pensando che sarei scoppiato. Ed invece conservai il vantaggio fino al traguardo. A "cuore matto" quella sconfitta pesò molto ».
No al professionismo. A questo punto Piccinini è in auge e per proseguire a grandi livelli doveva passare professionista.Una scelta difficile. La Magniflex di Boifava era interessata a lui. «Cominciai a pensare al futuro. - dice Piccinini- Pensai che Walter Passuello che passava professionista quell’anno aveva vinto 12 corse ed io non mi ritenevo a quel livello. Meglio continuare a vincere ed essere protagonista a livello dilettantistico ed amatoriale». Raggiunti i limiti di età trovò lo spiraglio di continuare a correre da Dilettante in Francia dove le regole erano diverse ed i limiti di età non contavano. «Corsi e vinsi 36 corse all'AZ Peugeot. Tra i trofei il Giro degli Alti Pirenei e due vittorie le feci anche alla Grand Combe.Guadagnavo soldi come da Professionista anche se professionista non ero. E disputai anche diverse gare Open».
Il corridore infermiere. Da studente Piccinini superò la terza Istituto Tecnico Industriale a Prato. Poi preferì dedicarsi alla scuola per Infermieri al Seminario di Tre Cancelli a Monte S.Quirico iniziando a lavorare al pronto soccorso di Montecatini prima di essere trasferito al Campo di Marte a Lucca.Il contratto prevedeva 15 giorni di ferie ogni 2 mesi di lavoro e queste le impiegava a correre e vincere nelle gare francesi dove divenne popolare. Una scelta di vita che lo gratificava.Nel 1982 si sposò con Rossana Butori,conosciuta alla scuola per Infermieri.
Palmares amatoriale. Terminata la carriera in Francia si dedicò alle corse amatoriali vincendo ovunque compresi due campionati del Mondo Uisp e Fci e Uci, tre campionati italiani (uno in linea e due come cronoscalata), 9 campionati regionali e 15 provinciali indossando diverse maglie ciclistiche fra cui quella della Fanini. In tutta la carriera ha disputato 1750 gare vincendone 328.L'ultima corsa il 26 Luglio 2003 a Pontremoli a 47 anni.
Il Mondiale a Lucca. Dopo si è distinto a livello organizzativo promuovendo circa 100 gare in linea,a cronometro e corse a tappe fra le quali figurano 14 giri internazionali della Val di Serchio e 5 campionati del Mondo amatori. Poi la grande idea. Telefonò al tecnico Anelito Della Santa ed a Pierluigi Poli. «Voglio riuscire a portare il Mondiale di ciclismo professionisti a Lucca». Approfondì l'idea a Montenero nel corso di una cena con l'allora presidente regionale Fci Osvaldo Ferrini ed agli amici Bacci, Della Santa e Poli. Fondò l'Associazione «Aspettando i Mondiali» che comprendeva l'assessorato allo Sport della Provincia di Lucca, comune di Viareggio, comune di Massarosa e comune di Peccioli con lui coordinatore generale. Voleva inserirci anche l'amico Ivano Fanini, patron di «Amore e Vita» il quale si rifiutò dicendogli: «Se accettassi ti farei un danno perchè sto affrontando le mie battaglie nella lotta contro il doping non condivise dai dirigenti dell'Uci e Fci, ma però ti sarò vicino nel darti i giusti consigli». Dopo anni di duro lavoro arrivò il premio tanto agognato.
Palestra di Mountain Bike. E Lucca deve ringraziare la tenacia dell'infaticabile Benedetto Piccinini. Oggi a 60 anni si sta adoperando per creare una palestra di Mountain Bike nel suo oliveto di Cassandori (6 secoli di storia) posto in un'area di 20000 metri quadrati che si trova nel Morianese dove i ragazzi delle scuole elementari e medie, compreso i portatori di handicap, potrebbero dar sfogo alle pedalate in bicicletta senza il pericolo del traffico nelle strade. Un progetto condiviso anche dai ragazzi dell'Allegra Brigata presieduta dall'assessore allo Sport del comune di Capannori Serena Frediani. Dopo aver abbandonato lo sport agonistico occupa il tempo libero dedicandosi ai balli caraibici che ha imparato nella scuola di ballo di Mugnano. Oggi abita a Marlia e lavora come infermiere al «San Luca» da responsabile di Dipartimento.
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