Il Tirreno

Lucca

Ventisette società con Bacci

di Luca Tronchetti
Ventisette società con Bacci

Presentato Marcheschi, candidato alla presidenza della Lega

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LUCCA. Su Paolo Marcheschi, sub commissario della Lega Pro e candidato del presidente della Lucchese Andrea Bacci, convergerebbe il voto di oltre venti club. Anzi, qualcuno indica in 27 su 54 il numero delle società che sarebbero pronte a spendersi per l’elezione a presidente della Lega dell’assicuratore fiorentino. Tra i più entusiasti e decisi lo storico presidente dell’Albinoleffe, l’imprenditore bergamasco Gianfranco Andreoletti, ma anche diversi club del centro-nord Italia che chiedono da anni e con forza un cambiamento nella Governance. All’incontro svoltosi ieri mattina e protrattosi sino alle 15 del pomeriggio nella sede fiorentina della Lega in via Jacopo di Accetto c’erano molti rappresentanti delle società (mentre altri hanno inviato la delega). Paolo Marcheschi, giunto alla fine della riunione quando molti esponenti delle compagini societarie se ne erano già andati, scioglierà riserva entro 24-48 ore dimettendosi dal ruolo che attualmente ricopre in Lega per essere pronto alle elezioni in programma il 22 dicembre. In buona sostanza ad oggi i competitor sono Gabriele Gravina (personaggio vicino al vice presidente Uefa, Giancarlo Abete) e Paolo Marcheschi (caldeggiato da Andrea Bacci e che può contare su un buon numero di società). La partita, dunque, è decisamente aperta. E forse a spezzare l’equilibrio sarà il presidente della Lega di A, Claudio Lotito. Decidendo di appoggiare uno dei due candidati oppure decidento di non decidere e di affidare ancora per sei mesi la guida dello scalcinato mondo di serie C al commissario straordinario Tommaso Miele, ex giudice della Corte dei Conti. Un modo per rinviare la decisione in attesa di sviluppi legati al mondo della politica. Bacci intanto tira dritto per la sua strada e sottolinea i punti salienti della candidatura Marcheschi: «Riorganizzazione della Lega Pro a livello tecnologico, finanziario e dei servizi, più visibilità e potere ai presidenti, contributi al settore giovanile, impegni finanziari per investimenti in strutture, benefici fiscali e revisione della Legge Melandri. Questi non sono punti essenziali, oserei dire vitali, per il calcio minore. Marcheschi è un segnale di discontinuità importante e di rinnovamento. Con altri club abbiamo deciso in maniera condivisa di chiedere al dottor Paolo Marcheschi di rappresentare le linee comunemente stabilite per il nuovo programma incentrato sul confronto, ma soprattutto sull'unione dei presidenti che ogni giorno vivono in prima persona le difficoltà di questo settore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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