Il Tirreno

Lucca

Lega Pro, 48 ore per la candidatura di Marcheschi

di Luca Tronchetti
Lega Pro, 48 ore per la candidatura di Marcheschi

Il patron Bacci sponsorizza l’assicuratore per la presidenza Ma l’ancien regime stringe i ranghi per non perdere il comando

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LUCCA. La candidatura di Paolo Marcheschi verrà ufficializzata nelle prossime 48 ore nella sede fiorentina della Lega Pro in via Jacopo di Accetto dal presidente della Lucchese, Andrea Bacci, ha già raccolto numerose adesioni dai club anche sotto la spinta di Francesco Ghirelli, direttore generale di Lega Pro e già segretario della Lega di A ai tempi di Franco Carraro.

Ma questo colpo di scena impensabile sino a un mese fa ha creato non pochi dissapori all'interno della corrente sostenuta dal vicepresidente Uefa, Giancarlo Abete, e che fa capo a Gabriele Gravina, 62 anni, da 15 in Lega Pro all'opposizione di Mario Macalli, ormai un ex a tutti gli effetti e indagato dalla procura per situazioni poco chiare in Lega Pro. E non è da escludere che, nonostante l'appello all'unità in nome del rinnovamento lanciato da Bacci, Gravina pur di raggiungere la poltrona si unisca a quelli che un tempo erano i suoi più strenui avversari: il presidente federale Carlo Tavecchio e quello della Lega di A, Claudio Lotito.

In quel modo riuscirebbe a portare dalla sua quelle società che hanno appoggiato la vecchia Governance (Macalli-Tavecchio-Lotito) che, numeri alla mano, ha fallito il mandato indebitando il movimento e mandando in default di decine e decine di società con le disastrose conseguenze che ne conseguono e che hanno portato a dolorosi fallimenti. Un'ipotesi tutt'altro che peregrina che eviterebbe stravolgimenti e rimanderebbe la redde rationem in un momento successivo legato alla scadenza naturale del mandato di Carlo Tavecchio. In pratica un'operazione gattopardesca del “tutto cambi, affinchè nulla cambi“. Altro che battaglia sui contenuti, progettualità sportiva, riforme condivise nell'ottica di una migliore redistribuzione delle risorse (poche) e nel tentativo di creare nuova redditualità.

Rinnovamento e discontinuità sono le parole d'ordine di Andrea Bacci. A cui hanno aderito diversi club tanto che se in Lega Pro andassero al voto domani, il candidato Gravina, che ha già manifestato l'intenzione di scendere in campo, non avrebbe i numeri per poter diventare presidente della Lega Pro. Da lì la possibile alleanza delle vecchie componenti che un tempo si facevano la guerra per mantenere lo status quo. In questa confusione elettorale che non giova certo alla crescita del movimento ormai vicino al collasso sarà determinante la posizione di Claudio Lotito. Il suo candidato ideale, Raffaele Pagnozzi, ex amministratore delegato della Coni Servizi, al momento non è ancora sceso in campo e aspetta un cenno dal suo grande elettore. A meno che Lotito non decida di appoggiare l'area del rinnovamento che fa capo a Bacci e Ghirelli e sponsorizza Marcheschi oppure quella della restaurazione che fa capo a Gravina. L'impressione è che la presidente della Lega Pro sia soltanto un'appendice alle grandi manovre in corso al termine della gestione Tavecchio. E che a Lotito in fondo non dispiaccia proseguire per altri 5-6 mesi con il commissario straordinario della Lega Pro, l'ex magistrato della Corte dei Conti, Tommaso Miele, che ha già dato la sua disponibilità a proseguire nella conduzione di un'impresa che sta producendo soltanto debiti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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