Sicurezza
Lucchese, 15 gol su 18 presi nel secondo tempo
Il dato è chiaro: in certi momenti la squadra dovrebbe buttare la palla in tribuna La gara col Teramo (domenica alle 15) diventa fondamentale per la stagione
LUCCA. Perdere il derby col Pisa fa sempre male. Una sconfitta che brucia ancora più forte se giochi la migliore partita della stagione, dominando, creando occasioni e conducendo il risultato a otto minuti dalla fine col gol di Terrani che aveva ammutolito i 7mila spettatori dell'Arena Anconetani. Non è bastato alla Lucchese affrontare con piglio autoritario e a viso aperto una formazione costruita per centrare la promozione. Il rovescio della medaglia è che i rossoneri non sono riusciti a gestire il vantaggio, consentendo al Pisa e al talentuoso Varela di ribaltare in tre minuti la partita e spegnere il sogno dei tifosi rossoneri (un centinaio all'Arena e quelli collegati via radio o internet) di tornare a vincere il derby del Foro in casa dei cugini nerazzurri.
I secondo tempi. Ancora una volta è fatale la ripresa (15 gol presi su 18 nei secondi tempi). In certi momenti buttare il pallone in tribuna è più efficace di un rischioso possesso palla o abbassare troppo il baricentro. E alla fine del derby restano sensazioni opposte nella mente dei tifosi. Da una parte una Lucchese spigliata e determinata uscita tra gli applausi e che lascia ben sperare per le prossime quattro giornate del girone d'andata e per il ritorno. Dall'altra lacune evidenti in difesa (serve un terzino sinistro e Mori non è ancora al 100% della condizione) e in attacco dove un goleador serve come il pane. Fanucchi e Terrani non possono garantire i gol necesasari per raggiungerela boa della salvezza. E sarebbe un errore dare la colpa agli arbitri e alla sfortuna. A gennaio occorrerà correggere i difetti strutturali e ripartire di slancio per disputare il girone di ritorno con un altro passo.
La fiducia c'è. Lopez ha raddrizzato la nave (media-punti 1,2 contro lo 0,50 di Baldini), ha trovato la quadratura del cerchio (il 4-3-1-2dà equilibrio), ha dato un gioco e ha restituito convinzione e autostima a Nolé e compagni. Fiducioso anche il patron Andrea Bacci, convinto che con qualche rinforzo la squadra si tirerà fuori dalle sabbie mobili della classifica.
La svolta. Ma nelle prossime tre gare l'imperativo è fare punti e rimpinguare una classifica anemica, con i rossoneri ancora in piena zona playout, al terz'ultimo posto, a un punto da Santarcangelo e Teramo a quota 12. E proprio la gara col Teramo (domenica alle 15) diventa fondamentale. Una partita ad alto coefficiente di difficoltà. Gli abruzzesi hanno battuto il Siena nell'ultima giornata e senza penalizzazioni (-6) avrebbero 18 punti. Una squadra organizzata, dai piedi buoni (da DiPaolantonio a Petrella). Insomma un osso duro.
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