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Lucca

Lucchese, 15 gol su 18 presi nel secondo tempo

di Nicola Nucci
Lucchese, 15 gol su 18 presi nel secondo tempo

Il dato è chiaro: in certi momenti la squadra dovrebbe buttare la palla in tribuna La gara col Teramo (domenica alle 15) diventa fondamentale per la stagione

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LUCCA. Perdere il derby col Pisa fa sempre male. Una sconfitta che brucia ancora più forte se giochi la migliore partita della stagione, dominando, creando occasioni e conducendo il risultato a otto minuti dalla fine col gol di Terrani che aveva ammutolito i 7mila spettatori dell'Arena Anconetani. Non è bastato alla Lucchese affrontare con piglio autoritario e a viso aperto una formazione costruita per centrare la promozione. Il rovescio della medaglia è che i rossoneri non sono riusciti a gestire il vantaggio, consentendo al Pisa e al talentuoso Varela di ribaltare in tre minuti la partita e spegnere il sogno dei tifosi rossoneri (un centinaio all'Arena e quelli collegati via radio o internet) di tornare a vincere il derby del Foro in casa dei cugini nerazzurri.

I secondo tempi. Ancora una volta è fatale la ripresa (15 gol presi su 18 nei secondi tempi). In certi momenti buttare il pallone in tribuna è più efficace di un rischioso possesso palla o abbassare troppo il baricentro. E alla fine del derby restano sensazioni opposte nella mente dei tifosi. Da una parte una Lucchese spigliata e determinata uscita tra gli applausi e che lascia ben sperare per le prossime quattro giornate del girone d'andata e per il ritorno. Dall'altra lacune evidenti in difesa (serve un terzino sinistro e Mori non è ancora al 100% della condizione) e in attacco dove un goleador serve come il pane. Fanucchi e Terrani non possono garantire i gol necesasari per raggiungerela boa della salvezza. E sarebbe un errore dare la colpa agli arbitri e alla sfortuna. A gennaio occorrerà correggere i difetti strutturali e ripartire di slancio per disputare il girone di ritorno con un altro passo.

La fiducia c'è. Lopez ha raddrizzato la nave (media-punti 1,2 contro lo 0,50 di Baldini), ha trovato la quadratura del cerchio (il 4-3-1-2dà equilibrio), ha dato un gioco e ha restituito convinzione e autostima a Nolé e compagni. Fiducioso anche il patron Andrea Bacci, convinto che con qualche rinforzo la squadra si tirerà fuori dalle sabbie mobili della classifica.

La svolta. Ma nelle prossime tre gare l'imperativo è fare punti e rimpinguare una classifica anemica, con i rossoneri ancora in piena zona playout, al terz'ultimo posto, a un punto da Santarcangelo e Teramo a quota 12. E proprio la gara col Teramo (domenica alle 15) diventa fondamentale. Una partita ad alto coefficiente di difficoltà. Gli abruzzesi hanno battuto il Siena nell'ultima giornata e senza penalizzazioni (-6) avrebbero 18 punti. Una squadra organizzata, dai piedi buoni (da DiPaolantonio a Petrella). Insomma un osso duro.

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