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Lucca

Bacci ha già vinto adesso tocca ai rossoneri

La notizia pubblicata da «Il Tirreno» e riportata anche dalla «Gazzetta dello Sport» va nella direzione auspicata dal presidente della Lucchese, Andrea Bacci, che voleva una rivoluzione nella...

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La notizia pubblicata da «Il Tirreno» e riportata anche dalla «Gazzetta dello Sport» va nella direzione auspicata dal presidente della Lucchese, Andrea Bacci, che voleva una rivoluzione nella governance. Nomi nuovi e in grado di creare consenso su un programma di rilancio di una Lega Pro indebitata sino al collo e senza prospettive future. Lui ha indicato il sub commissario Paolo Marcheschi, assicuratore fiorentino, verdiniano, ex Popolo delle Libertà oggi in forza a Fratelli d’Italia. E la candidatura ha spaccato il fronte dei fedelissimi di Gravina bloccando, al momento, la volontà dell’ex numero 2 del Coni, Raffaele Pagnozzi (in quota Lotito) di entrare in campo. Certo, la battaglia di Bacci non è ancora vinta. Ma le probabilità di successo nell’operazione di rinnovamento dei quadri federali crescono vertiginosamente se è vero, com’è vero, che molti club pronti a votare Gabriele Gravina (uomo vicino al vice presidente Uefa, Giancarlo Abete) hanno cambiato idea convogliando i loro voti su Marcheschi. Per Bacci una vittoria che, in caso di elezione del suo candidato, potrebbe portare benefici inaspettati alla società rossonera.

Oggi tocca alla Lucchese dare una svolta alla stagione e alla classifica. Serve un risultato positivo all’Arena Garibaldi. Meglio una vittoria che manca da dieci anni. L’avversario, sulla carta, è decisamente più forte. Ma il tecnico Giovanni Lopez, persona di equilibrio e buon senso, ha dimostrato nei fatti di sapere gestire al meglio gli uomini che la società gli ha messo a disposizione. In attesa del mercato di riparazione che colmerà le evidenti lacune in organico. Sarà una sfida dal sapore antico che, nonostante la tv a pagamento e le tante limitazioni per i tifosi, è in grado di far muovere tanti appassionati. Pisa-Lucchese è il «Derby dei Derby ». La rivalità affonda nelle origini e riguarda la storia e le tradizioni delle due città. L’augurio è che gli spettatori assistano a uno spettacolo dove a vincere siano i sani valori sportivi. Sarebbe un’altra occasione perduta avvalorare la celebre frase pronunciata da Winston Churchill sulla concezione italica del football: «Gli italiani vanno alla guerra come fosse una partita di calcio e vanno alla partita di calcio come fosse la guerra».

Luca Tronchetti

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