Il Tirreno

Lucca

Lega Pro, Marcheschi candidato di Bacci vicino alla presidenza

di Luca Tronchetti
Lega Pro, Marcheschi candidato di Bacci vicino alla presidenza

Il programma del patron avrebbe trovato convergenze. Si sgretola il fronte Gravina, Pagnozzi non entra in campo

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LUCCA. È il sub commissario della Lega Pro Paolo Marcheschi, 54 anni, fiorentino, laureato in giurisprudenza, agente assicuratore e vice presidente e tesoriere del gruppo regionale di Fratelli d’Italia, il candidato ufficiale che il presidente della Lucchese, Andrea Bacci, renderà noto in una conferenza che si terrà a Roma la prossima settimana. Un nome nuovo (Il Tirreno ne aveva già parlato un mese fa dopo un colloquio avuto con Bacci al termine di una partita), ma gradito trasversalmente e che potrebbe ricevere consensi anche dai 15 club (nella lista ci sono Sud Tirol, Feralpi Salò, Pro Patria, Reggiana) che non appoggiano il candidato Gravina (vicino al vice presidente Uefa,Giancarlo Abete) e non ne vogliono sapere della possibile candidatura di Raffaele Pagnozzi, ex amministratore delegato della Coni Servizi (vicinissimo al presidente della Lega di A e della Lazio, Claudio Lotito).

Ma la notizia più clamorosa è che il fronte di Gabriele Gravina si sta sgretolando e molte società sotto la spinta dell’ex segretario di Lega Pro, Francesco Ghirelli, si stiano sfilando e che oggi, se si andasse al voto, Gravina non avrebbe più la maggioranza. È quei voti si sposterebbero tutti verso Marcheschi amico di Verdini che è amico di Renzi che è amico di Bacci.

La lettera. Andrea Bacci ha deciso di scrivere un’ultima accorata lettera ai presidenti dei 54 club di Lega Pro. Per invitarli a virare dal voto a Gravina e concentrarsi su un nome nuovo e soprattutto su un programma unitario: «Ancora una volta e sempre più intensa sento l'esigenza di scrivervi per alimentare, a pochi giorni dalle elezioni della nuova Governance, quel desiderio, quella ambizione di cambiare per sempre il volto, l'immagine e la sostanza di ciò che ormai da tanti anni nel mondo del calcio non funziona più. Non sono un rivoluzionario o un folle, ma un imprenditore abituato alle sfide che come voi è entrato nel calcio per amore e passione rivolta allo sport. Ho pensato di investire nelle strutture, nei giovani, nel territorio e nella città e oggi invece, mi trovo come voi a pareggiare bilanci e a lottare per sopravvivere in un sistema che soffoca ogni ambizione e desiderio, spegnendo l'entusiasmo e la passione. Da questa posizione devo uscire e subito con gli onori di un percorso nuovo, che riporti la priorità su un progetto sportivo, fatto di cose e regole trasparenti per un mondo che deve ritrovare la sua normalità.

Gravina bye bye. «Ho elaborato - prosegue Bacci - una prima bozza di progetto sportivo per proporlo a voi e al prossimo presidente che eleggeremo fra poche settimane. Con la chiarezza e l'onestà che mi contraddistingue ho parlato con uno dei possibili candidati, Gabriele Gravina e, nel ringraziarlo per il contributo che ha dato alla Lega Pro in questi anni, gli ho motivato le mie perplessità sulla sua candidatura: un candidato che può essere legato a un gruppo storico non può oggi essere la risorsa ideale per il rinnovamento e l'unitarietà della Lega Pro. La voce deve tornare ai presidenti. Abbiamo l'esigenza di trovare un candidato unico. Superiamo il momento delle divisioni e assumiamo la consapevolezza che la sola speranza di valorizzare il nostro lavoro nel calcio è realizzare una Lega Pro propositiva sul tema delle riforme e funzionale nel quotidiano. Ci sono iniziative da prendere ed è urgente rivedere modi, consuetudini e regole. A mio parere può farlo solo una nuova Governance fatta di uomini che hanno passione, competenza, onestà e l'umiltà di confrontarsi con un sistema fatto di persone che spendono di tasca propria per far funzionare il mondo del calcio. Se marceremo insieme verso l'obiettivo di una Lega Pro adeguata ai tempi, sapremo difenderci dalle esigenze di interessi a noi estranei».

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