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Lucca

L’ultima impresa firmata Noviello

L’ultima impresa firmata Noviello

Dieci stagioni fa l’attaccante arrivato a sorpresa segnò due gol ai “cugini”

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LUCCA. L'ultima impresa all'Arena Garibaldi è firmata da una meteora: Giorgio Noviello, classe 1984, l'anno scorso in forza alla Voluntas Spoleto (27 partite e 9 gol in D) e da ottobre al Corridonia (Eccellenza Marche). Nove partite e tre reti in rossonero, ma soprattutto una doppietta in casa dei cugini nerazzurri. Stagione 2004-2005. All'ultimo minuto del mercato di riparazione, perso Masini, il ds Antonio Magli pesca, tramite il procuratore Moreno Roggi, un attaccante sconosciuto di proprietà della Lodigiani: Noviello. E' l'ultima operazione di mercato, praticamente a tempo scaduto. Noviello non lo conosce nessuno. Neanche il tecnico Walter Nicoletti che, giustamente, si arrabbia quando al telefono il segretario-diesse gli comunica l'ingaggio della punta di cui neanche lui sa nemmeno altezza e peso forma. La Lucchese è inguaiata, lotta per evitare la C2, il Pisa vede ancora possibile agganciare il treno playoff. Il derby all'Arena si gioca a metà settimana. Ci sono 150 tifosi rossoneri al seguito che, con la squadra priva del bomber Carruezzo, sono pronti al peggio. Specie quando i nerazzurri vanno in vantaggio con un colpo di testa di Melucci. È finita mormorano i più scettici. Invece nella ripresa sale in cattedra lo scugnizzo rossonero. Prima ruba palla in velocità all'esperto Ogliari e dal limite lascia partire una rasoiata che s'infila nel sette alla sinistra di Puggioni: è il suo primo gol in C1. Ma non ha nemmeno il tempo per rendersene conto che realizza il secondo gol che regala i tre punti: l'attaccante su un pallone vagante taglia verso il centro, aggira un difensore, si presenta da solo dalle parti del portiere che supera in uscita con un pallonetto degno del miglior Simonetta facendo ammutolire l'Arena Garibaldi con i 150 tifosi rossoneri che festeggiano stropicciandosi gli occhi. Alla fine la Lucchese si salvò con 90' d'anticipo e il Pisa, con quel ko, diede addio agli spareggi promozione. "Quel giorno ho vissuto la favola del Brutto Anatroccolo diventando un idolo del tifosi. - ricorda Noviello visto quest'anno al Porta Elisa con la maglia degli umbri - Dopo la prima rete andai sotto la tribuna dove c'erano i miei genitori ricevendo gli insulti dei supporters di casa. Mi sarebbe piaciuto indossare anche negli anni successivi la maglia rossonera. Ma non fu possibile. La società passò di mano (da Grassi ad Hadj) e io non rientrai più nei piani. Quei sei mesi restano però i più belli e quella doppietta l'unica in trasferta della mia carriera".

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