Gioco
Galli e Lucchesi, il duo che ha firmato la rinascita fiorentina
PISA. Saranno emozioni prima, durante e dopo il derby tra Pisa e Lucchese. Per Giovanni Galli i ritorni a Pisa hanno sempre un sapore particolare. Galli da una parte, Lucchesi dall’altra, mentre...
PISA. Saranno emozioni prima, durante e dopo il derby tra Pisa e Lucchese. Per Giovanni Galli i ritorni a Pisa hanno sempre un sapore particolare. Galli da una parte, Lucchesi dall’altra, mentre erano fianco a fianco nella rinascita della Fiorentina dei fratelli Della Valle. Lo scorso anno il direttore rossonero, oltre a tornare nello stadio della sua città natale, incrociò Pino Vitale, il dirigente che lo aveva portato per la prima volta nella Libertas da calciatore (nel 1995-96) e con cui aveva poi condiviso gioie e dolori della sua vita personale.
La coppia viola. Fu Giovanni Galli a rimettere in moto la Fiorentina nell’estate 2002, con la denominazione Florentia Viola, dopo il fallimento firmato Vittorio Cecchi Gori.
Era Galli al timone della risorta società quando il Pisa espugnò lo stadio Franchi in Coppa Italia, con un gol di Frati ed il cane Gunther al guinzaglio di Maurizio Mian sotto gli spalti festanti occupati dai tifosi nerazzurri. Lucchesi arrivò strada facendo, in una clamorosa scalata dalla C2 alla A nel giro di due stagioni.
L’attuale presidente del Pisa si insediò come responsabile organizzativo (in pratica direttore generale), mentre Galli rimase il responsabile dell’area tecnica.
Ripescaggio e promozione. Insieme ricostruirono la squadra dopo l’improvviso ripescaggio dalla C1 alla B (ottenuto ai danni del Pisa), cambiando allenatore in corsa (Mondonico per Cavasin) e strappando l’accesso alla massima serie, grazie ad un particolare regolamento che concedeva alla sesta della cadetteria (appunto la Fiorentina) di spareggiare con la quartultima della A (il Perugia di Gaucci).
Salvezza risicata. Assai sofferta la prima stagione in massima serie, l’ultima per entrambi i dirigenti nella società viola. Due cambi in panchina: il compianto ex nerazzurro Sergio Buso sostituì Mondonico, ma toccò a Dino Zoff mettere in salvo l’undici gigliato.
Eppure a nomi la rosa non era messa male: Miccoli, Di Livio, Maggio, Maresca, Jorgensen, Dainelli, Nakata ed i giovanissimi Chiellini e Pazzini. Un drammatico spareggio-salvezza venne evitato solo grazie alla classifica avulsa, ai danni del Parma.
Quella stagione ebbe una coda maledetta: la condanna nel processo a Calciopoli, che penalizzò la Fiorentina nei successivi due tornei. Uno scandalo che non coinvolse né Galli, né Lucchesi.
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