Il Tirreno

Lucca

Fanucchi sogna un gol all’Arena Garibaldi

di Nicola Nucci
Fanucchi sogna un gol all’Arena Garibaldi

Il trequartista, bomber ed ex di turno, vuol far ricredere gli ultras che non gli hanno perdonato il bacio alla maglia del Pisa

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LUCCA. Prima o poi questo momento sarebbe arrivato. E i riflettori all'Arena Garibaldi saranno inevitabilmente puntati su di lui. Non solo perché Jacopo Fanucchi giocherà per la prima volta il derby del Foro sulla sponda della Lucchese, dopo essere approdato in estate a 34 anni all'ombra delle Mura ed essere già andato vicino in passato ad indossare la maglia della squadra della sua città. Ma anche per qual bacio galeotto alla casacca nerazzurra del Pisa e corsa sotto la curva nord nella sfida del 13 marzo 2011. Qualcosa di insostenibile per una parte dei tifosi rossoneri che già alla prima amichevole estiva hanno iniziato a “beccare” il fantasista lucchese originario di Tassignano che risiede a Borgo Giannotti, a due passi dal centro. Un gesto che Fanucchi, arrivato a Lucca dopo avere rifiutato altre offerte per il suo desiderio di vestire la maglia rossonera, ha provato a spiegare nella conferenza stampa di presentazione. Un'esultanza sbagliata ed eccessiva, ma istintiva, dopo «un momento no e tanta rabbia dentro». Alla Lucchese aveva già segnato da avversario e questo la dice lunga sulla serietà e la professionalità del calciatore. Del resto non è mai facile essere profeta in patria. Dopo gli inizi all'Atletico Lucca è finito subito all'Empoli da dove ha spiccato i volo per una lunga carriera, con ottime stagioni in Lega Pro senza però riuscire a fare il grande salto.

CONTESTATO. Un rapporto quello con la Lucchese che si è finalmente consumato grazie al pressing del dg Giovani Galli e alla volontà del calciatore. Ma i tifosi più duri e puri si sono legati al dito quell'esultanza “blasfema” nel derby di due anni fa. Vecchie ruggini mai sopite. E così Fanucchi si è ritrovato contro una parte del tifo. Una contestazione andata avanti nelle prime giornate, culminata nella partita casalinga con il Prato quando Fanucchi ha fallito sullo 0-0 un rigore proprio sotto la curva Ovest. Il periodo più difficile per Jacopo che ha cercato di isolarsi e tirare dritto per ritrovare la forza e la personalità per riconquistare la fiducia dei tifosi.

LA RINASCITA. In questi casi la migliore risposta è quella del campo, attraverso prestazioni positive, cercando di segnare tanti gol, dimostrando serietà ed attaccamento alla maglia nel vestire i colori della sua città. E non è un caso che sia stato proprio Fanucchi a risollevare la Lucchese dopo sei sconfitte consecutive siglando una pesantissima doppietta nella vittoria di Arezzo. La gara che forse ha segnato l'inizio della risalita. Un altro gol pesante lo aveva segnato a Macerata con un tiro al fulmicotone dalla distanza, uno dei suoi pezzi forti. Il primo sigillo in casa con la Lupa Roma, quando fu ancora contestato dalla curva. Un'altra buona prova col Savona, giocata nonostante la sera prima non fosse stato bene. E la contestazione è svanita.

LA SVOLTA. Fanucchi agli amici più stretti avrebbe confidato di sognare un gol all'Arena Anconetani. L'auspicio è che sia la sua partita per mettere una pietra sopra sulle polemiche. Il fantasista lucchese ha la personalità, l'esperienza e i colpi per trascinare la Lucchese verso la salvezza. Del resto i gol li ha sempre segnati (una media di 9 reti nelle ultime cinque stagioni tra Pisa, Alessandria, Cuneo e Prato), soprattutto quando ha giocato nella sua posizione ideale. Dopo avere giocato alcune gare fuori ruolo, da attaccante esterno, Lopez lo ha riportato a fare il trequartista, il ruolo dove esprime meglio le sue qualità e la profondità.

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