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Lucca

Portiere per caso all’ultima partita

Portiere per caso all’ultima partita

Calamari chiamato, con successo, a difendere la porta: ora lascia per il lavoro

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LUCCA. Ex centrocampista, ora attaccante, ma improvvisatosi con successo portiere tra i pali per quella che – pare – sia stata l’ultima partita tra i dilettanti. È la storia di Nicola Calamari, trenta anni ed attaccante del Sacro Cuore, club barghigiano di terza categoria, che ha annunciato alla società che quella di sabato scorso sarebbe stata l’ultima partita giocata.

«Non lavorerò più alla pasticceria Lucchesi di Barga, ma mi avvicino a casa trasferendomi alla Regina a Lucca». Avrà detto così l’ex attaccante e mediano di Folgor Marlia, Fornoli e Filettole al suo direttore sportivo Paolo Capannacci. Il lavoro di Calamari è quello di pasticciere, con attitudine e abilità cresciute notevolmente negli ultimi mesi, divenendo autore di dolci squisiti e impasti deliziosi, curati anche dal punto di vista esteriore. «Aspetto che non sono riuscito a curare mentre ero in campo a calciare il pallone», dice scherzando.

Quella contro la Virtus Camporgiano, è stata l’ultima partita prima di intraprendere l’attività nella nuova pasticceria. Alle sue mani, preziosissime tra creme, uova e pasta di zucchero, mister Pablo Crudeli e il ds Capannacci hanno chiesto un impegno diverso: «Mancavano i portieri per impegni di lavoro e mi hanno chiesto di difendere i pali della porta. Dopo un attimo di titubanza, mi sono messo i guantoni. Alla mia squadra non potevo dire di no». I risultati sono stati positivi, come quelli mostrati a realizzare cornetti, trecce e sfogliatelle: Calamari para di tutto e risulta decisivo nella vittoria della propria squadra. «Ho capito come il ruolo del portiere sia unico e “solitario” rispetto ai calciatori di movimento». Davvero questa è stata l’ultima partita? «Viste le condizioni attuali, credo di sì. Svolgo una professione che mi piace, ma che richiede dei sacrifici: quando i miei compagni di squadra vanno a farsi la doccia dopo l’allenamento, io sono a godermi le ultime ore di sonno, perché poco dopo devo svegliarmi per andare a lavorare. Quando mi alzo, gli altri sono a fare baldoria al termine di una cena di squadra. Difficile pensare di potersi allenare con regolarità e di essere al top nel fine settimana. Va bene così, il mio rapporto con il calcio resta bellissimo, tra il Milan e il vedere le partite delle squadre in cui sono stato». Ambizioni future? “Calcisticamente non ho più ambizioni, chiudo con due respinte di pugno e un intervento alla Garella con i piedi. Nella vita personale, spero di vivere questa serenità e questo spirito di apprendista che vuole imparare sempre più».

Michele Citarella

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