Sicurezza
Lucchese ad Arezzo anche senza Di Masi beccato a fine partita
Oltre al portiere un turno di stop anche a Mingazzini e Pozzebon Lopez privo pure di Sartore e Maini out per altre 2 settimane
LUCCA. Piove su bagnato. Oltre a Mingazzini (era in diffida) e Pozzebon (espulso per un regolamento di conti con Videtta prima della fine del derby con il Pontedera)finisce dietro la lavagna anche il portiere Di Masi che, nella gazzarra successiva al rigore realizzato da Scappini, si è lasciato andare a qualche parola di troppo. Espressioni annotate dal commissario di campo (“frasi blasfeme pronunciate al rientro negli spogliatoi” recita il bollettino ufficiale) frutto della rabbia per la beffarda sconfitta. Ai tre squalificati - fortunatamente tutti per un turno - si aggiungono gli stop per infortunio di “Speedy” Sartore (4 settimane) e del centrale Maini (altre 2 settimane). Sarà dura per questa Lucchese decimata riuscire ad uscire indenne dallo stadio «Città di Arezzo». Insomma più che un bollettino sportivo è un bollettino di guerra.
Salta il Cda. E in questo clima tutt’altro che idilliaco da registrare anche il rinvio del Consiglio d’Amministrazione straordinario chiesto dalla componente locale di Lucchese Partecipazione che detiene il 10%. Il motivo? Mancanza dell’azionista di maggioranza (Bacci) e del consigliere Giovanni Galli. Possibile un’altra richiesta di convocazione in tempi brevi.
Verso Arezzo. Dopo le decisioni del giudice sportivo il tecnico pensa ai sostituti nell'undici rossonero. La domanda nasce spontanea: chi giocherà tra i pali? La gerarchia non sembra così definita visto che Ferrara sarebbe il secondo e Mengoni il terzo. Ma in Coppa Italia col Tuttocuoio in porta è andato quest'ultimo, molto più esperto (29 anni) rispetto al più giovane dodicesimo (20 anni). Marchesi è in pole position per prendere il posto di Mingazzini, ma potrebbe giocare anche Monacizzo in quel ruolo affiancato da Rosseti. Terrani sarà al 99% la “spalla” di Bianconi nel 4-3-1-2, modulo che dovrebbe essere riproposto anche contro l'Arezzo di Capuano, 11 punti in classifica e imbattuto da 4 gare (vittoria col Prato e pareggi con Pontedera, Ancona e Teramo) e oggi in campo a Savona. Unica nota lieta: il rientro in fascia destra del laterale Benvenga, uno dei più positivi nelle ultime partite.
Cambio di mentalità. In questo quadro complicato emerge la calma e la sicurezza di Giovanni Lopez. Il tecnico romano sta guidando con polso fermo una Lucchese sgangherata a cui ora ha restituito autostima e determinazione riorganizzandola dal punto di vista tattico. Dalla gara col Rimini a quella col Pontedera si è visto un atteggiamento diverso. «Nella partita contro il Pontedera ho visto dei progressi soprattutto dal punto di vista mentale. Avevo chiesto forza, coraggio, aggressività e si sono viste. Sul gol dell'1-1 potevamo stare più attenti. Peccato per Sartore, in quella posizione poteva fare qualcosa di importante, ma troveremo soluzioni alternative». I numeri però dicono che la Lucchese ha una difesa più perforate. «Dovremo lavorare di più, nel particolare. Ashong? “Ha grandissimi margini di miglioramento. Bisogna lavorarci sopra, può diventare importante». Avanti con il 4-3-1-2? «Ho visto che la fase offensiva ha più peso e quindi proseguirò con questo sistema».
Corsa ad ostacoli. La fiducia di Lopez può essere una panacea per una Lucchese condizionata dai risultati. Cinque punti in classifica dopo 10 giornate e sei sconfitte consecutive, terz’ultimo posto che sarebbe penultimo senza la penalizzazione del Savona.
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