Attenzione
Cestiste si diventa con sudore e sacrificio
Parla lo staff del settore giovanile delle Mura: «Tecnica, gioia e mentalità le chiavi per fare il vero salto di qualità»
LUCCA. «Voi fate sogni ambiziosi: successo, fama. Ma queste cose costano ed è esattamente qui che si comincia a pagare: col sudore...» Era la frase simbolo di “Saranno famosi”, un telefilm degli anni ’90. Una frase che ben si adatta anche alla filosofia portata sul parquet dagli allenatori del settore giovanile delle Mura. Uno staff unito, che cura un settore strategico ma di cui si sente parlare poco. Eppure il lavoro che viene svolto è fondamentale per garantire un futuro roseo al movimento cestistico della città. Abbiamo incontrato lo staff del settore giovanile biancorosso, formato da Luca Biagi, Luca Andreoli e Leonardo Rastelli.
Biagi, ormai da tante stagioni in biancorosso, ci dice la sua sui cestisti in erba: «Il nostro lavoro è quello di far crescere le giocatrici sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista mentale». La mentalità è un aspetto fondamentale nel bagaglio di una giocatrice: «Dobbiamo far capire cosa significa la parola sacrificio – prosegue Biagi – per raggiungere certi livelli, si devono fare delle rinunce; rinunce che poi portano a risultati importanti».
Dello stesso avviso è Leonardo Rastelli, al primo anno d'esperienza nel settore giovanile Lucchese: «Il mio obiettivo come allenatore è quello di creare delle sportive, cioè insegnare il vero valore del sacrificio che porta al risultato. Certamente – prosegue Rastelli – Oltre al sacrificio, l’altro obiettivo di un allenatore è quello di far giocare questo sport meraviglioso alle giocatrici con gioia e applicazione. Guardando i primi due mesi di lavoro, grazie alla collaborazione di tutto lo staff, ci stiamo riuscendo alla grande».
Ci dice la sua anche il giovane allenatore Luca Andreoli, capo allenatore della formazione Under 16: «Stiamo lavorando bene in ottica futura, il nostro gruppo Under16 prende parte a un campionato dove la maggior parte delle giocatrici avversarie sono più grandi di età e in questa fase anche un anno di differenza è importante. Ma tutto ciò – prosegue – deve essere stimolante e favorire la crescita tecnica, ma soprattutto mentale. Se alcune giocatrici riescono nel salto di qualità (mentale), possono raggiungere dei risultati importanti».
È giusto poi analizzare il lavoro di collaborazione che c'è all'interno dello staff: «La collaborazione è ottima – confermano tutti e tre gli allenatori – quando ci sono dei dubbi ci consultiamo perché vogliamo che la qualità del nostro lavoro sia ottima».
Ovviamente per chiudere abbiamo chiesto ad ogni allenatore quali sono gli obiettivi dal punto di vista dei risultati; Andreoli e Rastelli, capi allenatore rispettivamente dei gruppi Under16 e Under 13 preferiscono non parlarne e dare importanza più alla crescita individuale delle giocatrici, invece coach Biagi, allenatore della formazione Under18, si sbilancia un po' di più: «L'obiettivo della mia Under18 è di confermare almeno il terzo posto della scorsa stagione. Ma da come abbiamo iniziato il campionato (in modo assai convincente, ndr) dobbiamo essere bravi ad alzare l’asticella».
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