Lutto
«So bene chi ha sbagliato, ma adesso serve calma»
Il patron Bacci non condivide l’uscita allo scoperto di Lucchese Partecipazione Ma al momento si affida al nuovo allenatore che ha già capito la situazione
LUCCA. «Se qualcuno dei soci di Lucchese Partecipazione ha una soluzione immediata per raddrizzare la barca si faccia avanti. Altrimenti è meglio tacere e andare avanti pancia a terra sino a quando non si potrà tornare ad operare sul mercato». Andrea Bacci, presidente della Lucchese con l’87% del pacchetto azionario, risponde alla richiesta di convocazione straordinaria del Cda rossonero da parte della componente lucchese che detiene il 10% (l’altro 3% è suddiviso tra i soci Micheloni, Moriconi e Lucca United) avente per oggetto «chiarimenti sulla gestione sportiva della società». Soci preoccupati per un andamento sportivo fallimentare.
Corsi e ricorsi. Perchè a livello statistico la Lucchese dopo sei ko di fila è sempre retrocessa nella categoria inferiore eccezion fatta per la stagione 1950-51 in serie A quando con un colpo di coda finale la squadra guidata da Ivo Fiorentini grazie a una vittoria esterna allo stadio Flaminio con la Roma riuscì a invertire la rotta e salvarsi a spese della stessa formazione capitolina. Per il resto la storia non lascia adito a dubbi di sorta. Peggio della Lucchese attuale soltanto quella della stagione 1941-42 (serie B, 10 ko di fila) e quella dell’annata 1962-63 (ancora serie B, 7 ko consecutivi) che si conclusero con altrettante cadute in C.
Contratti da onorare. La componente lucchese è preoccupata anche dal punto di vista gestionale perché occorrerà tornare sul mercato con una robusta iniezione di liquidità e l’arrivo di almeno 5 elementi di esperienza che ne sostituiranno altrettanti con il rischio di dover rescindere contratti pluriennali e pagare robuste buon uscite che peseranno in sede di bilancio d’esercizio 2016. Giusto quindi discuterne tutti assieme per trovare una soluzione adeguata. Anche perché altri errori (ammesso che non sia già tardi non sono possibili se non si vuol finire in serie D). E meno male che c’è Dirty Soccer (l’inchiesta sul calcioscommesse) con i deferimenti del procuratore generale Palazzi che porteranno penalizzazioni di un certo rilievo all’Aquila (dai 12 agli 8 punti), al Santarcangelo (5-6 punti) e al Savona (dai 2 ai 4 punti). Altrimenti oggi la Lucchese sarebbe penultima a 7 punti dalla zona salvezza.
Calma apparente. Per patron Bacci con questi chiari di luna agitarsi non serve a niente. Anzi, peggiora la situazione: «Certe uscite non mi sono piaciute. So bene cosa serve a questa Lucchese e chi ha sbagliato portandoci a questo punto. Qualcuno si è fidato di un allenatore che veniva dalla D e che ha portato 4-5 elementi non di categoria. Ma adesso in panchina c’è una persona che, per ammissione degli stessi media, ha capito cosa fare e ha messo la squadra in campo nel modo giusto. Certo, gli interpreti sono quelli che sono. Di Gassmann non ne abbiamo. Ma allora che facciamo, non andiamo in scena? Lopez cambiando modulo e adattandolo alle caratteristiche della rosa attuale ha già dato un’impronta diversa alla squadra. Servirebbe qualcosa di diverso là davanti? Vero, ma se oggi non possiamo disporre del valore aggiunto necessario dobbiamo fare con chi abbiamo». Poi ecco la stoccata nel puro stile Bacci: «Se non mi agito io che ho la responsabilità di questa baracca non vedo perché lo debbano fare loro. Se mi impaurisco io metto tutto in liquidazione e faccio ripartire la Lucchese dalla D o dall’Eccellenza. Vogliono convocare il Cda per parlare della situazione? Lo facciano pure, ma mi debbono trovare soluzioni attuabili nell’immediato. Altrimenti sono parole in libertà. Ripeto, in questo momento non abbiamo scelta. Dobbiamo andare avanti così con la convinzione che questo allenatore possa trovare le giuste soluzioni per portare un po’ di fieno in cascina arrivando alla fine del girone d’andata. Mi sembra, a giudicare da quanto visto con il Pontedera, che le premesse ci siano tutti. Questa stagione non è nata sotto una buona stella, ma tutti assieme possiamo uscirne. Poi tireremo le somme perché non mi piace farmi prendere in giro».
Calendario complicato. Da quanto ci è parso di capire il presidente avrebbe ben chiara la situazione (adesso anche quella contrattuale) e non sono da escludere nei prossimi mesi altri colpi a sorpresa come quello legato alla scelta dell’allenatore che, ribadiamo sino alla noia, è stato deciso dal presidente Bacci dopo che il dg Galli aveva scelto Marco Sesia già incontrato in sede e pronto per firmare nelle ore successive. Il problema però è un altro. La Lucchese ha 5 punti (7 sconfitte, 2 pari e una vittoria) e domenica affronta allo stadio Città di Arezzo la formazione amaranto che la precede in classifica di sei lunghezze e che ieri ha pareggiato, dopo aver condotto il match sino ai minuti di recupero, al «Bonolis» di Teramo. Un’impresa difficile soprattutto se si considera che nel derby i rossoneri dovranno fare a meno degli squalificati Pozzebon e Mingazzini e dell’infortunato Sartore (out 4 settimane). Sperando che, nella gazzarra finale seguita al dubbio rigore assegnato all’ultimo minuto di recupero al Pontedera, l’arbitro o il collaboratore lato gradinata non abbiano notato e messo a referto altri «accesi diverbi non regolamentari» con al centro calciatori in maglia rossonera avvenuti sia sul terreno di gioco che nel sottopassaggio. Altrimenti sarebbero guai seri.
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