Il Tirreno

Lucca

Pontedera, la patria dei giovani talenti destinati alla serie B

di Nicola Nucci
Pontedera, la patria dei giovani talenti destinati alla serie B

L’artefice del miracolo granata è il dt Paolo Giovannini «Sette under 21 in campo grazie a un maestro come Indiani»

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LUCCA. Lucchese e Pontedera, rivoluzioni a confronto. Numeri alla mano due progetti che hanno prodotto risultati agli antipodi. Da una parte il progetto targato Giovanni Galli mai decollato con la Lucchese che, dopo avere smantellato la squadra che nella stagione passata aveva una marcia da playoff nel girone di ritorno, oggi è sprofondata al terz’ultimo posto in classifica. Dall’altra la formazione granata costruita da Paolo Giovannini respira invece aria di vertice con 13 punti ed una squadra imbottita di under 21 (contro i rossoneri saranno sette) e una delle rose più giovani di tutta la Lega Pro. Si dice che l'erba del vicino è sempre più verde e in questo caso non è solo un modo di dire. Il Pontedera dei miracoli sta diventando una consuetudine grazie al tandem Paolo Giovannini dietro la scrivania nelle vesti di un manager all'inglese che ha fiuto come pochi per i talenti almeno in categoria e Paolo Indiani in panchina bravissimo e preparatissimo a far crescere i giovani che il dt gli mette a disposizione. Accanto alla coppia vincente una società formata da 8 soci che non fa il passo più lungo della gamba, che sa valorizzare dei giovani come un dogma, con una continuità di progetto e bilanci sani e budget rispettati al centesimo. E soprattutto nelle ultime 4 stagioni bilanci sempre in attivo. Una società che nonostante ogni anno a fine stagione ceda i pezzi migliori (da Arrighini a Grassi fino a Gasbarro) fa sempre tornare i conti. Dopo la promozione, i playoff (sconfitta col Lecce ai rigori) e l'anno scorso un ottavo posto. L'artefice del modello Pontedera è Paolo Giovannini. «Avevamo tutti quanti un po’ di timore, sia noi che la proprietà, visto che questo era un anno zero dopo avere cambiato nove-undicesimi della squadra tipo. Ma la partenza è stata buona, merito anche della continuità ed uno staff tecnico insieme da quattro anni». Sabato tornerà al Porta Elisa. «A Lucca ho tanti amici e mi piacerebbe che il Pontedera facesse una bella partita. La Lucchese? Non ci sono 8 punti tra noi e loro. Sarà una gara complicata e sono curioso di vedere come la squadra si esprimerà in uno stadio importante». Qualche analogia con l'anno scorso, con la Lucchese che affrontò il Pontedera dopo il primo ko a Prato, mentre il Pontedera viaggiava come un treno. «All’andata venivamo da grandi prestazioni e al Porta Elisa facemmo una brutta gara perdendo meritatamente. Al ritorno fu il contrario visto che la Lucchese veniva da 10 risultati utili consecutivi e perse la prima gara della gestione Galderisi. Conosciamo poco la Lucchese che ha un tecnico nuovo, ma noi abbiamo un'identità precisa». Indiani ha saputo cambiare pelle, non più il 3-5-2 che ha reso famoso il Pontedera negli ultimi anni, ma 4-3-3 e ben 7 under dal primo minuto. In avanti il goleador Scappini, salito alla ribalta dopo la cinquina col Rimini (6-0), e che era stato ad un passo dalla Lucchese. «Lo abbiamo preso in scadenza dopo cinque anni di contratto con la Sampdoria che forse lo condizionavano. Il fantasista Kabashi? Un grande talento, da serie B, ma deve diventare più decisivo come era Grassi. Lo abbiamo preso dalla Juve all'ultimo giorno dopo che era destinato al Livorno». La forza del Pontedera è la coppia Giovannini-Indiani. «Abbiamo lavorato assieme da 8 anni in 4 società diverse. A volte a battuta gli dico che vede più me che i suoi figli. Merita di allenare in categorie superiori, in Lega Pro è un tecnico fra i più apprezzati e preparati. Obiettivi? Salvezza prima possibile e valorizzare tanti giovani».

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