Sicurezza
Sprofondo rossonero, addio Coppa Italia
Nonostante la superiorità numerica i rincalzi della Lucchese battuti dalle riserve del Tuttocuoio. Lopez senza parole
PONTEDERA. Anche la Lucchese “2” va a tappetto al Mannucci di Pontedera ed esce subito fuori dalla Coppa Italia di Lega Pro per mano del Tuttocuoio, dopo essere già stata eliminata al primo turno della Tim Cup. Lo stesso film già visto altre volte in campionato, con i rossoneri che iniziano benino, passano anche in vantaggio con un gol illusorio di Vita e poi si fanno rimontare dal Tuttocuoio che a gioco lungo, in inferiorità numerica, prima pareggia con Balde e poi con Cherillo castiga una Lucchese evanescente, imbarazzante e in grande difficoltà dal punto di vista psicologico. Una squadra col braccino corto, che non è stata capace di sfruttare l'uomo in più per oltre 70 minuti, come era già accaduto in campionato contro Siena ed Ancona. A preoccupare un eccessivo nervosismo, figlio del momento di crisi, con due espulsioni (Terrani e Vita e tante ammonizioni) ed un calo fisico nella ripresa, spesso fatale anche in campionato, come sabato scorso col Rimini. La Coppa Italia doveva servire per invertire la rotta, ritrovare un po' di autostima e vedere all'opera i giovani. Lopez attua un massiccio turn over, lasciando a riposo Di Masi, Mingazzini, Nolé, Sartore e Fanucchi. In porta la novità è Mengoni, poi spazio a Vita, Melli e Marchesi (Ballardini non gioca mai dall'inizio?). La Lucchese rischia su Cherillo, ma al 9’ passa in vantaggio con Vita che in diagonale supera il portiere neroverde. Pensi finalmente ad una giornata positiva. Ma al 24', dopo un tentativo di Cherillo, arriva il pari dei conciari con Balde che stacco imperioso alle spalle di Mengoni. Il guardalinee alza la bandierina, ma l’arbitro convalida la rete.
Tutto da rifare. La svolta arriva al 29' con l'espulsione di Muroni per un fallo da tergo, contestato dai giocatori pisani. La squadra di Lucarelli rimane in dieci, ma in campo la differenza non si vede. Sono i neroverdi a tenere meglio il campo. La Lucchese è troppo spuntata. Nella ripresa staffetta in attacco, ma la musica non cambia: fuori Bianconi, dentro Pozzebon che ci prova al 37', ma Carboni blocca. ll portiere neroverde dice di no prima a Vita e poi a Terrani. Tanto fumo, poco arrosto. Si va ai supplementari. Mengoni salva su Boubacar ma all'11' sul successivo angolo Cherillo di testa supera un incerto Mengoni. La Lucchese va in corto circuito. Terrani si fa cacciare poco prima della fine del primo tempo dell'extratime. Poi anche il rosso diretto a Vita e Lucchese in nove. Negli ultimi quattro minuti il Tuttocuoio subisce l'infortunio dell'ex Bachini, ma i cambi sono finiti. Ma non succede niente. Una Lucchese senza idee e lucidità. Inutile girarci intorno. A gennaio servirà una rivoluzione, almeno 4-5 innesti e soprattutto un attaccante che faccia gol. Intanto però c'è da migliorare una classifica da allarme rosso. E se uscire fuori dalla Coppa non è un dramma, anche se sarebbe servita per fare giocare i giovani, sabato la gara con il Pontedera è già uno spartiacque. Intanto aperto un nuovo punto vendita dei biglietti alla gelateria Fontana sulla via vecchia Pesciatina.
La palla a Lopez. A fine gara anche il tecnico rossonero non ha nascosto di essere preoccupato. «Ho visto ancora troppa paura, questa gara me l'attendevo meglio sotto l'aspetto caratteriale che è fondamentale per raggiungere i nostri obiettivi. Serve tempo. Non si può risolvere tutto in pochi giorni. I gol presi su calci d'angolo? Eppure li avevamo provati in difesa». La gara di Coppa era soprattutto un test per i giovani e chi aveva giocato meno fino ad oggi. «Si poteva fare meglio, comunque ho visto quello che dovevo vedere e qualcosa mi ha dato fastidio». Il difensore Mori non è stato utilizzato. «Non era al meglio ed ho preferito non rischiarlo» dice il tecnico romano che elogio la prova dell'indomito Espeche. «Una prestazione con il cuore, da prendere a esempio».
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