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Lucca

Super Crippa: «Un onore essere capitano»

Super Crippa: «Un onore essere capitano»

La 26enne guardia racconta il momento magico delle Mura, frutto di sacrifici e duro lavoro

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LUCCA. Vi potrebbe capitare di incontrarla a passeggio sulle Mura. Magari intenta a leggere un libro su una panchina. Una ragazza placida e tranquilla. Ma solo all’apparenza: perché quando scende sul parquet del PalaTagliate, Martina Crippa si trasforma in un leader, un trascinatore capace di portare le compagne alla vittoria. Chi meglio della 26enne guardia di San Giovanni, può raccontarci i segreti del momento magico delle Mura, comodamente seduto in vetta alla A1: «Siamo partite veramente bene – dice – per il semplice motivo che abbiamo sempre lavorato con la giusta intensità, fin dal primo giorno di preparazione». Il fiore all'occhiello di questa squadra è l'attacco: «Giochiamo con molta intensità – spiega la guardia – inseriamo con il passare del tempo nuovi giochi in attacco, ma nello stesso tempo abbiamo dei margini di miglioramento». Poi c'è il dente difesa, su cui batte spesso la lingua di coach Diamanti: «Stiamo migliorando con il passare delle partite – prosegue la numero 14 – Dobbiamo stare sempre concentrate e difendere con aggressività, non mollando mai la presa».

Il campionato dice che alla quinta giornata il Basket Le Mura è a punteggio pieno insieme alla corazzata Schio: «È la squadra più forte del campionato – prosegue Crippa – Le altre? Nonostante il passo falso di domenica scorsa, Ragusa rimane una delle squadre migliori; poi c'è Venezia che è un roster completo; noi ci vogliamo inserire in questo gruppo, ma lo possiamo fare solo giocando partita per partita, senza avere la testa ad obiettivi temporalmente lontani, perché il campionato è ancora lungo».

Le cose stanno andando bene, e quando vanno bene è merito di tutti. Certo è che il capitano ha un ruolo fondamentale all’interno del gruppo: «È un onore essere il capitano di questa squadra. Un’emozione indescrivibile, una responsabilità che mi sta facendo crescere; devi esserci sempre, sia dentro che fuori dal campo. Devi sentire le esigenze di ogni giocatrice e buttare in campo tanta grinta e aggressività; e fare tutto questo mi piace tantissimo». Per arrivare a questi livelli si deve percorrere tanta strada, una strada ricca di difficoltà e insidie: «Ho fatto tanti sacrifici – prosegue Crippa – rinunciando a tante cose, ma quando si ha una passione forte, questi sacrifici non pesano; di difficoltà ne ho incontrate tante ma non ho mai pensato di fermarmi».

Crippa biancorossa ma non solo: per lei c’è anche l’azzurro della nazionale. «Giocare con quella maglia è un'emozione indescrivibile; mi emoziona scendere in campo per rappresentare il mio paese e nello stesso tempo mi chiedo se è vero o se sto sognando».

Quella di Lucca è un’esperienza forte anche fuori dal campo. «In ogni posto in cui sono stata ho imparato qualcosa – spiega – qua a Lucca, grazie a Mirco, ho imparato a vedere la pallacanestro in un modo migliore, sia tatticamente che tecnicamente».

Andrea Nicolosi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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