Il dolore
Lucchese penultima e senza identità
Sei ko in nove partite, difesa colabrodo e attacco anemico. Due mesi per limitare i danni e poi ricorso massiccio al mercato
LUCCA. Cercare di limitare i danni attraverso un atteggiamento tattico improntato alla prudenza in modo da ottenere qualche pareggio in più in attesa del mercato di riparazione a gennaio con l’innesto di 4-5 calciatori di personalità capaci di prendersi sulle spalle la Lucchese e portarla fuori dalle secche della zona playout. È la mission del nuovo tecnico Giovanni Lopez a cui viene in soccorso la Coppa Italia. Già giovedì con il Tuttocuoio potrà schierare gli altri componenti della rosa a disposizione in modo da farsi un’idea in tempi rapidi sul materiale umano a disposizione. Fondamentale sarà agire in prospettiva futura e in vantaggio su altri club per poter reperire gli elementi giusti (un terzino sinistro, un centrocampista, un esterno e una punta centrale) sia per modificare il sistema di gioco (dal 4-3-3 al 4-2-3-1) sia per dare spessore e qualità ad una squadra inespressiva, timorosa e incapace di qualsiasi reazione.
Avanti con questo organico. Il presidente Andrea Bacci ha capito perfettamente la situazione e in questo periodo nero cerca conforto nell’amore della tifoseria: «Soltanto la loro passione può aiutare squadra e società ad andare avanti consapevole delle sfide difficili che dovrà affrontare. Ho deciso di cambiare la guida tecnica, ma Lopez non è mago Merlino e ha bisogno di tempo e di lavoro per sistemare la situazione. I supporters stiano tranquilli che a gennaio la squadra sarà migliorata e verranno attuate le modifiche necessarie per uscire da questa situazione delicata». Il messaggio è chiaro. Dopo l’esonero di Baldini almeno sino all’inizio del 2016 non ci saranno altri scossoni. E il tandem Giovanni Galli-Mauro Bertacchini coloro cioè che hanno costruito una squadra che doveva lottare per i playoff e che si ritrova oggi al penultimo con il Savona (che senza i 6 punti di penalizzazione sarebbe fuori dai playout) resterà al proprio posto e proverà a modificare l’assetto tattico con l’innesto di forze fresche attraverso cessioni o scambi di calciatori con altre società oppure con la rescissione contrattuale di alcuni giocatori (ci sono almeno una decina di elementi con contratto biennale). Operazioni che avranno costi non indifferenti e che porteranno un aggravio nel bilancio d’esercizio a giugno 2016. L’importante sarà invertire la rotta perché sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico. E toppare il mercato di gennaio equivarebbe a una sicura retrocessione.
I precedenti. Al di là delle cinque sconfitte consecutive con Pagliuca in panchina un avvio di campionato così deludente non lo ricordavamo dall’ultima stagione in serie B (1998-99) quando la Lucchese guidata prima da Burgnich (esonerato dopo la sesta giornata ) e poi da Papadopulo nelle prime nove partite raccolse la miserie di 4 punti (tutti pareggi) perdendo 5 partite con la prima vittoria che arrivò alla dodicesima (Lucchese-Cremonese 2-1). A fine stagione la squadra lasciò mestamente la serie B. Sono passati 16 anni e quella categoria ambita resta una chimera. Una retrocessione che stavolta dev’essere evitata a qualunque costo.
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