Gioco
Bacci prevede la rivoluzione nel calcio «Sistema al bivio, io sotto la tettoia»
LUCCA. I suoi viaggi a palazzo Chigi e dintorni negli ultimi tempi si sono infittiti. Andrea Bacci è ormai più a Roma che a Lucca. Non è un mistero che il presidente della Lucchese abbia attirato le...
LUCCA. I suoi viaggi a palazzo Chigi e dintorni negli ultimi tempi si sono infittiti. Andrea Bacci è ormai più a Roma che a Lucca. Non è un mistero che il presidente della Lucchese abbia attirato le simpatie di una parte del mondo sportivo italiano. Malago, presidente del Coni, e Tavecchio, presidente della Figc, punterebbero su di lui per la nuova Lega Pro. È ritenuto la «sintesi» di un ragionamento che parte da lontano e tiene presente alcuni punti essenziali. Il sistema calcio è ormai collassato e le lotte fratricide all’interno dei vari microcosmi (Lega di A, Lega Pro, Lega dilettanti, ecc.) con denunce e controdenunce, accuse ed esposti alle procure non fanno altro che accelerarne la fine. «Vedrete quello che accadrà tra poco. - sostiene Bacci al telefono - Dal caso Infront, legato alla compravendita dei diritti televisivi, sino al bilancio 2013-2014 non ancora approvato dalla Lega Pro. Il sistema salta e in Lega si litigano per le poltrone. Nel mio piccolo ho cercato di far capire alle parti (Tavecchio-Lotito-Macalli e Carraro-Abete-Gravina) che se non si trovano uomini svincolati dal passato in grado di presiedere l’assemblea per fare le riforme e discutere su un programma che possa trovare risorse nuove (Bacci ha indicato l’assicuratore Paolo Marchetti), il panorama calcistico è destinato a subire uno tsunami. Ma Bacci si candida o non si candida? Un passo avanti in questi giorni lo ha fatto: «Vede io ho aperto la finestra e adesso sono sotto la tettoia. Ma la partita è complicata. Per scendere in campo dovremmo cambiare lo statuto perché oggi i presidenti di squadre di club non possono essere candidati. Io, in questo frangente, punto sulla strada della mediazione predicando educazione e rispetto: l’unico modo incruento per riformare la governance. Il vice commissario Feliziani ha fatto un ottimo lavoro evidenziando irregolarità e mettendole a conoscenza del dottor Miele. Poi però è corso alla procura invece di rapportarsi con tutti i presidenti di Lega Pro». Bacci riconosce dei meriti al presidente della Lega di A: «Lotito è l’unico intelligente, ma è dentro il sistema per suoi scopi. Posso essere anche d’accordo quando dice che vuol ridurre le squadre di Lega Pro a 40 affinché abbiano maggiori risorse, ma non lo seguo quando come Lega di A non distribuisce con equità i proventi alle leghe minori finendo per creare così un black out del sistema». Bacci contro Gravina? «Lui vuol andare al voto perché crede di avere i numeri (35 su 54 club) per guidare la Lega. Non capisce che dobbiamo rifare la governance e riscrivere le regole».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
