La protesta
Lucchese in tilt, l’Ancona stravince in dieci
Squadra impalpabile rischia il cappotto nel primo tempo e neanche in superiorità numerica riesce a rimediare la frittata
LUCCA. La classifica è impietosa, ma rispecchia fedelmente il momento che sta attraversando la Lucchese. Una squadra in confusione mentale. Impalpabile e a tratti persino irritante. Sette partite, cinque punti. Con 9 gol subiti e 4 sconfitte (di cui tre consecutive) con l’unica illusoria vittoria contro la cenerentola del campionato quella Lupa Roma che ieri ha perso in casa con 5 gol dal Pontedera operaio (li ha segnati Scappini, ma non doveva venire a Lucca?). A fine partita il presidente Andrea Bacci con un insolito tono ecumenico, lui che è focoso di natura, conferma la fiducia al tecnico. Ma ancora per quando? E soprattutto il deus ex machina delle operazioni di mercato Giovanni Galli che sino a ieri era in simbiosi con l’allenatore reggerà la pressione o alla fine deciderà, visto anche la prestazione infelice della squadra, di voltare pagina? A parole Francesco Baldini non è a rischio esonero. Almeno in questa settimana (Pagliuca venne cacciato alla dodicesima dopo 5 ko di fila). Forse. Ma se la società decidesse di cambiare manico serve un allenatore esperto in grado di traghettare questa squadra verso un tranquillo centroclassifica con i necessari ritocchi della sessione di mercato autunnale. I nomi? Ci vengono in mente tre tecnici amati dalla piazza: Morgia e Favarin (che erano in tribuna) e Monaco (che ha visto la Lucchese a Macerata).
Primo tempo da incubo. Dopo le polemiche della settimana chi si attende una reazione d’orgoglio da parte di Nolé e soci rimane deluso. Di fronte ai dorici - non una squadra di fenomeni, ma un gruppo ben posizionati in campo da un tecnico come Giovanni Cornacchini che alla poesia (il gioco) preferisce la prosa (i punti) - la Lucchese si squaglia nel giro di mezz’ora. Basta il primo affondo (dopo 13’) dei marchigiani per mettere al tappeto i padroni di casa. Cross dalla destra del giovane Lombardi (20 anni, giovanili della Lazio) e, esattamente come il 18 aprile scorso, Cognigni anticipa la difesa a presepe e infila Di Masi non immune da colpe. Ti aspetti la reazione veemente dei ragazzi di Baldini e invece all’Ancona sembra di essere al Luna Park. Sbagliano prima Bussi e poi il solito Cognigni che ci ha preso gusto a segnare al Porta Elisa. Ma prima che scocchi la mezz’ora il baby Lombardi avanza sulla destra, salta Espeche come un birillo e piazza un diagonale dal limite che s’infila alle spalle di un Di Masi anche questa volta non irreprensibile. E la Lucchese? Encefalogramma piatto. Il primo vero tiro nello specchio della porta è dello spaesato Monacizzo con Lori che si oppone in angolo.
Superiorità numerica. L’Ancona ha il torto di non mettere una pietra tombale sulla partita perché i primi 13’ della ripresa sono un calvario per la Lucchese. Di Masi ci mette una pezza prima su Lombardi, poi sull’ottimo Casiraghi e infine Cognigni che si mangia un gol fatto calciando fuori dopo aver superato il portiere. Quando ti aspetti il colpo del definitivo ko la dea bendata corre in soccorso della Lucchese. Konate, che mister Alvini al Tuttocuoio faceva giocare in mediana, da difensore centrale combina un arrosto commettendo un inutile fallo in area sul neo entrato Bianconi. Rigore, espulsione (l’ivoriano era già ammonito) ed Ancona in dieci. La fiammella si riaccende quando Pozzebon realizza il penalty. Perchè con mezz’ora da giocare e in superiorità numerica il tempo per rimediare ci sarebbe. Ma la girandola di cambi e il 4-2-4 in fase offensiva, con l’inserimento anche di Terrani e Rosseti e con Mingazzini che va a fare il libero aggiunto, alla fine produce una traversa su tiro da fuori di Benvenga e un colpo di testa dello stesso terzino destro.
Tutto da rifare. Fanucchi da esterno appare defilato, meglio dietro le punte, Pozzebon là davanti è isolato e litiga pure con compagni e tifosi, dietro Mori non è ancora al top e gli esperti Di Masi, Espeche e Nolè non rendono come al solito. Urgono soluzione altrimenti sono guai.
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