Toscana
Una ghiotta occasione per attirare i tifosi da non gettare al vento
Un derby da vincere attraverso il bel gioco per creare entusiasmo e riportare gli sportivi, stanchi di questo calcio marcio, al Porta Elisa. Una «mission» tutt’altro che «impossible» visto che, per...
Un derby da vincere attraverso il bel gioco per creare entusiasmo e riportare gli sportivi, stanchi di questo calcio marcio, al Porta Elisa. Una «mission» tutt’altro che «impossible» visto che, per stessa ammissione del tecnico dei lanieri, il Prato punta unicamente alla salvezza da raggiungere possibilmente senza passare dalla lotteria dei playout. D’altronde i biancazzurri puntano tutto sui tanti giovani nell’undici iniziale (un diciottenne, un diaciannovenne, tre ventenni e il ventunenne Gabbianelli) e per plasmare un manipolo di giovanotti è risaputo che ci vuole tempo e pazienza. Per la Lucchese quella di oggi pomeriggio è una ghiotta occasione per salire in classifica e collocarsi a ridosso delle prime. Visto che neanche il tecnico Francesco Baldini non fa più mistero nel collocare Nolè e compagni nei quartieri nobili e in lotta per un posto nei playoff. C’è da attendersi quindi una squadra a trazione anteriore: coraggiosa, decisa, determinata. A prescindere da quale formazione scenderà in campo visto che l’undici di partenza è sempre un rebus e ogni volta riscontriamo sorprese non tanto nei modulo (4-3-3 come un mantra), ma negli uomini schierati. Contro il Prato dagli spalti i tifosi si attendono una Lucchese capace di pressare alto, di sfruttare al meglio le corsie laterali, di liberare al tiro non soltanto Pozzebon, ma anche gli esterni (specie l’ex Fanucchi) capaci di piazzare il tiro da fuori. Una squadra insomma che li faccia divertire e riconciliare con il calcio e che abbia nelle gambe e nei polmoni maggiore autonomia di quanto ne ha avuta contro il Siena, messo alle corde, ma non al tappeto con il colpo del ko quando giocava in inferiorità numerica. Sinora al Porta Elisa gli avversari hanno concluso la partita con l’uomo in meno. E questo è un segnale decisamente positivo.
Luca Tronchetti
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