Sicurezza
Il terzino Sabatini sbarca in Australia
L’ex rossonero fa l’apicoltore e gioca con il Sorrento di Perth in Premier League
LUCCA. Che fine ha fatto Niccolò Sabatini? Dove gioca l’ex esterno della Lucchese che sgroppava sulla corsia di sinistra e che ha giocato anche con Versilia, Cuoiopelli Cappiano e poi con Arenzano, Massese, Fc Lucca 2011, Ghivizzano Borgoamozzano e Bagni di Lucca? La domanda è stata posta da molti che non vedono più in campo il laterale che in rossonero vinse un campionato di Eccellenza e che esordì in C1 nel derby contro il Pisa rimpiazzando Luis Airton Oliveira. La risposta è che Niccolò Sabatini, classe 1986 ha fatto una scelta sempre più comune tra i ragazzi italiani: quella di tentare l’avventura in Australia. Anche lì c’è il football e la sua squadra ha un sapore tutto italiano: Sorrento FC. «È una squadra fondata da europei che milita in Premier League australiana» dice Sabatini.
Quale motivazione l’ha portata dall’altra parte del mondo?
«Avevo necessità di trovare nuove motivazioni. Ho perso fiducia nel sistema Italia e nel calcio italiano. Perché da noi i giovani trovano difficoltà a trovare una professione. Avevo poi il desiderio di perfezionare la lingua inglese in un contesto climatico diverso dalla più umida Gran Bretagna. In Australia inoltre non mancano le opportunità di lavoro e le regola non si discutono, ma si rispettano. Basti pensare che sono stato fermato dalla polizia perché mentre guidavo ho messo il braccio fuori dal finestrino.
La qualità della vita è migliore? «Per arrivare in Australia devi avere un contatto. Che io ho avuto in Valentina Angeloni che non smetterò mai di ringraziare. Vivo a Perth, città multiculturale dove le religioni, i colori della pelle e gli stili di vita si incrociano e si mischiano quotidianamente. È una cultura fresca che si basa sul progresso e dove è ben accetto chi dimostra di volersi integrare. È una terra che concede possibilità a tutti, ma allo stesso tempo seleziona chi realmente può rappresentare in qualche modo un valore aggiunto per la società. Contesto molto diverso da quello nostrano. Senza un contratto di lavoro, difficile stare in Australia. Io lì sono riuscito a trasformare un’altra mia passione, l’apicoltura, in una professione. Facile vivere a contatto con la natura ed ho apprezzato lo sconfinato bush australiano e le foreste di eucalipto circondato da canguri e volpi. Per un breve periodo ho lavorato anche in una pizzeria ed ho seguito un corso di inglese full-time per tre mesi. Poi sono riuscito ad inserirmi in una squadra di calcio locale e ho viaggiato per il Giappone e le Filippine».
Com’è il calcio australiano? «Non è seguitissimo in Australia e si trova non prima del 4-5 posto nella classifica di gradimento addirittura dopo il cricket. L’unica serie professionistica è la A-League nella quale, per capirsi, gioca il Sydney FC dove militava Del Piero. Al di sotto si trova la Premier League, quindi la First Division e a seguire altre serie minori. Se dovessi paragonare queste serie ad un livello italiano accosterei la A-League alla nostra Serie C e la Premier League ad un campionato di Eccellenza. In Australia non vi è alcuna regola riguardante i giovani. In campo e sono ammessi soltanto tre giocatori per squadra che non siano in possesso della cittadinanza australiana. L’assenza di barriere tra il perimetro di gioco e i supporters ti permette di vivere un evento sportivo in maniera rilassata, ma anche coinvolgente e stimolante. Inoltre qualsiasi campo di gioco a Perth è perfettamente mantenuto e curato e chiunque, dai professionisti agli amatori, ha la possibilità di giocare ed allenarsi potendo usufruire di superfici dal manto erboso perfetto. Lì dove la cultura calcistica in senso stretto sono ancora indietro, sono invece anni luce avanti a noi in quanto a strutture ed impianti sportivi. Si investe nello sport e se ne fa un motivo del buon funzionamento della società. In Italia gli ultimi grandi investimenti sono stati fatti esclusivamente grazie al Coni che ha disseminato il territorio di piste di atletica. Ma su quante di queste ancora qualcuno si allena? In Australia da questo punto di vista funziona tutto molto bene».
Le manca il calcio italiano?
«Non nego che la tentazione di ricominciare un campionato in Italia c’è stata, ma poi l’idea delle docce fredde d’inverno, i campi improponibili di certe categorie e i rimborsi che si protraggono per tempi inaccettabili, ha di nuovo prevalso».
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