GhiviBorgo in paradiso dopo la storica vittoria
LUCCA. Una vittoria storica per una piccola realtà come il GhiviBorgo. La prima ottenuta in serie D e contro la Massese, una delle grandi favorite alla promozione in Lega Pro. Merito di un gruppo...
LUCCA. Una vittoria storica per una piccola realtà come il GhiviBorgo. La prima ottenuta in serie D e contro la Massese, una delle grandi favorite alla promozione in Lega Pro. Merito di un gruppo solido formato da amici veri capaci di gettare il cuore oltre l’ostacolo e non mollare nonostante le avversità. Un club che ha conquistato la simpatia di tanti lucchesi che la domenica - quando i rossoneri sono impegnati in trasferta o negli anticipi di campionato - vengono volentieri al Porta Elisa a dare un’occhiata alla «squadra della Valle» che pian piano sta diventando la seconda squadra di Lucca. Perché nell’undici biancorossoblu militano lucchesi doc come Mei, Angeli e Marino Taddeucci che trascinano amici e conoscenti a vedere le prestazioni del GhiviBorgo. E che la simpatia verso quella squadra «a conduzione familiare» stia facendo proseliti lo dimostra l’entusiasmo dello speaker dello stadio, il geometra Enrico Turelli (un’istituzione per la Lucchese), in occasione del gol del bomber del Buccellato arrivato allo scadere della ripresa che fissava l’incontro con i bianconeri apuani sul 2-0 e chiudeva i conti con la sfortuna (tre traverse prese nella partita con il Gualdocasacastalda).
La soddisfazione del patron. Marco Remaschi è il papà del GhiviBorgo. La persona che è riuscita a mettere insieme una serie di piccoli imprenditori della Media Valle e realizzare questo miracolo calcistico. Lui credeva fermamente nella possibilità dei biancorossi di ottenere una tranquilla salvezza in serie D: «Con gli innesti di Pagano in avanti e Pane a centrocampo e la crescita psicofisica dei ragazzi abbiamo ottenuto contro una delle favorite quella vittoria che non siamo riusciti a conquistare in precedenza contro avversari più abbordabili. Diciamo che dopo tre partite abbiamo smaltito la sbornia del Porta Elisa. Uno stadio che, per molti di questi ragazzi, incuteva timore e soggezione visto che non erano certo abituati a un palcoscenico simile. Non finirò mai di ringraziare la Lucchese e i suoi dirigenti per l’opportunità che ci hanno concesso (l’accordo è sino alla fine di ottobre, ma può anche essere rinnovato) di disputare le partite interne in un impianto del genere che ci ha dato un’enorme visibilità Una vetrina importante che ci ha aperto un mondo e riesce a darci l’opportunità di nuovi contatti per sponsorizzazioni. Sotto l’aspetto economico infatti siamo tranquilli di rispettare il budget programmatico stilato alla vigilia del campionato». Remaschi non lo dice, ma ci sono un paio di aziende pronte ad affiancare il loro nome al GhiviBorgo.
Porta Elisa pulito. Il club basa il suo successo prevalentemente sul volontariato. Una delle condizioni dettate dalla Lucchese era quella legata alla pulizia dello stadio e degli spogliatoi. Organizzati dal dinamico segretario Volpi i volontari del GhiviBorgo domenica mattina - dopo che la sera si era giocato al Porta Elisa il derby Lucchese-Pisa - armati di ramazze ruscaiole sacchi in tre ore hanno ripulito tutto lo stadio: tribuna e gradinata.
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