Proteste
Lucchese, due pali e tanti rimpianti
Nel primo derby contro il Siena i rossoneri dominano nella ripresa, ma non sfondano e gli ospiti in dieci strappano il punto
LUCCA. Due pali, due splendide parate del portiere avversario e alla fine alla Lucchese resta soltanto il rimpianto per quello che poteva essere e non è stato. È mancato l’istinto del killer. Perché nella ripresa il Siena vacilla più volte come un pugile alle corde sul ring. Ma alla fine il mestiere di Portanova e soci e la linea Maginot alzata dal tecnico Atzori regge l’urto. E l’autopalo di Celiento al secondo minuto di recupero fotografa esattamente la serata sfortunata dei giovanotti in maglia rossonera. Peccato perché 3 punti contro un avversario ben organizzato in fase difensiva (ai bianconeri però manca un vero attaccante) avrebbero decisamente galvanizzato un ambiente ancora troppo diffidente verso la nuova Lucchese. Ma se questa squadra si esprime come ha fatto nel secondo tempo contro la Robur non avrà difficoltà già domenica pomeriggio con il Prato, avversario decisamente alla portata, a ottenere quella vittoria che già ieri sera meritava ampiamente.
La solita pretattica. Baldini anche stavolta stupisce. Schiera Ashong sulla corsia sinistra e spedisce Nolè a fare il centrocampista esterno spostando Monacizzo sull’out destro. Un esperimento che non riesce perché se gli ospiti da quella parte invece del difensore Avogadri avessero schierato un’ala rapida nell’uno contro uno si sarebbero aperte praterie e per la Lucchese sarebbero stati guai seri. Bastano un paio di percussioni di Piredda, il migliore tra gli ospiti, per far capire che il ghanese non può giocare esterno basso e correre ai ripari nella ripresa quando il gioco e le occasioni sono tutte a favore dei padroni di casa.
Lucchese a strappi. Con il solido 4-2-3-1 del Siena, che si limita al fraseggio e al possesso palla, passano 19’ prima che la Lucchese si renda davvero pericolosa con un tiro da 25 metri di Monacizzo che su uno schema da calcio d’angolo coglie la base del palo alla sinistra di Montipò. La squadra prende coraggio e prova a far la partita, ma il pressing alto e asfissiante degli ospiti sui portatori di palla impedisce un armonioso sviluppo della manovra. Sugli esterni Terrani e Fanucchi girano a vuoto e non sfondano mentre Pozzebon finisce per essere anticipato sistematicamente dai corazzieri bianconeri. Non basta la corsa e l’aggressività. Nolè e compagni trovano tutto chiuso.
Sterile dominio. Baldini nella ripresa indovina le mossa anche se alla fine il suo acume tattico non basterà. Toglie Ashong e inserisce il sorprendente Marchesi retrocedendo Nolè sulla linea dei terzini e piazzando Monacizzo nel suo abituale ruolo di esterno sinistro con il debuttante ex Sestri Levante a destra. La Robur abbassa inevitabilmente il baricentro dopo aver speso tanto mentre i rossoneri crescono e s’impadroniscono del centrocampo. Nel giro di dieci minuti la percussione di Marchesi e la conclusione dal limite di Pozzebon fanno gridare al gol il popolo rossonero con il baby Montipò che in entrambi i casi si salva miracolosamente.
L’espulsione di Boron. Cresce Fanucchi che prende per mano la squadra e costringe due volte al fallo il suo diretto marcatore Boron che a 22’ dal termine si becca il rosso. Il Siena cambia modulo e passa al 4-4-1 chiudendo tutti gli spazi e lasciando ai rossoneri soltanto le conclusioni da fuori. Le squadre si allungano e la stanchezza affiora. Impegno e generosità non bastano. La Lucchese deve accontentarsi di un altro pari interno contro un Siena che al Porta Elisa non perde ormai da 38 anni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
