Il dolore
IL MISTER BIANCONERO: «CAmBIO MODULO, PASSO AL 4-2-3-1»
LUCCA. L’ultima volta al Porta Elisa coincise con una vittoria. 20 dicembre 1998: Lucchese-Ravenna 0-1. 17 anni fa Gianluca Atzori era un arcigno difensore centrale dei romagnoli. Di acqua sotto i...
LUCCA. L’ultima volta al Porta Elisa coincise con una vittoria. 20 dicembre 1998: Lucchese-Ravenna 0-1. 17 anni fa Gianluca Atzori era un arcigno difensore centrale dei romagnoli. Di acqua sotto i ponti ne è passata e prima di quella partita vinta l’Atzori calciatore aveva perso nella tana rossonera nel 96 con la maglia della Reggina (2-0) e nel 97 con quella del Ravenna (2-1). Stasera tornerà sul luogo del delitto in una veste differente: da allenatore. «Affronteremo una squadra attrezzata per un campionato di vertice e diretta in campo da un mio ex compagno di squadra: Nicola Mingazzini. Quando debuttò nel Ravenna era un ragazzino. Oggi a 35 anni recita ancora un ruolo da protagonista. È l’uomo d’ordine che possiede le chiavi del gioco. Dobbiamo cercare di ridurre il suo raggio d’azione e ribaltare le situazioni a nostro favore. Non sarà facile: servirà il miglior Siena».
Atzori pompiere. Non parlategli di Robur favorita perché il tecnico non ci sente: «Siamo una squadra completamente nuova e stiamo insieme da un mese. Come si può pensare di vincere il campionato? Il nostro obiettivo è raggiungere in fretta la salvezza. Abbiamo giovani interessanti come Montipò (1996) e Bastoni (1996), Celiento e Piredda (entrambi 1994). Se questi ragazzi cresceranno cammin facendo allora potremmo fare un pensierino ai playoff. Il nostro programma è biennale».
Squadra cameleontica. Nelle prime tre partite il Siena ha conquistato altrettanti pareggi con un gol fatto e uno subito attraverso il modulo 3-5-2. Stasera Atzori cambia: «Guardi che non faccio pretattica: giocheremo con il 4-2-3-1. Credo che ogni squadra debba avere un modulo di base e un altro alternativo a seconda della squadra che va ad affrontare. Con la Lucchese modicherò l’assetto tattico. Baldini? L’ho visto lavorare nelle giovanili del Bologna. È un tecnico in gamba che predilige il calcio offensivo. Con lui giocano molti dei ragazzi cresciuti in quel vivaio. Sono certo che gli spettatori assisteranno a un derby frizzante e ricco di pathos».
Salto del gambero. Il 44enne tecnico romano dopo aver guidato in A la Reggina, il Catania e la Sampdoria torna sui campi di Lega Pro dove aveva iniziato nel 2008 alla guida del Ravenna: «Sto cercando una seconda possibilità. Non ho sponsor e dopo essere rimasto fermo un anno ho deciso di sposare un progetto serio come quello della Robur Siena. Sono uno che si rimbocca le maniche e che ha ancora fame. Il mio obiettivo è quello di tornare ad allenare in A. Maestri? L’unico che mi sento veramente di ringraziare è un altro Baldini: Silvio. Ho avuto la fortuna di lavorare con lui e mi ha aperto gli occhi sul modo in cui affrontare gli avversari a livello tattico. Un pari al Porta Elisa? Noi andiamo in campo per vincere. Se loro saranno più bravi sarò il primo a battere le mani». Da Siena in arrivo 300 tifosi.
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