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Lucca

CALCIO

La promessa di Pozzebon: "Farò tanti gol"

di Nicola Nucci
Demiro Pozzebon, il bomber della Lucchese
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Demiro Pozzebon, il bomber della Lucchese

Il centravanti rossonero che s'ispira ad Ibrahimovic in due partite ha conquistato l'intera tifoseria

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LUCCA. Sguardo tenebroso, istinto da “killer”, spirito combattivo ed un repertorio da attaccante completo: forza fisica, movimento su tutto il fronte offensivo, profondità, un buon tocco e soprattutto abilità nel calciare le punizioni. Sono bastate due partite per capire che Demiro Pozzebon ha le potenzialità del centravanti in grado di garantire gol pesanti e diventare un idolo dei tifosi.

Il direttore generale Giovanni Galli ha scommesso sulle qualità e la voglia di riscatto dell'attaccante romano dal cognome veneto, tanto da fargli firmare un contratto biennale. Quest'anno sarà la sua prima vera esperienza da protagonista nei professionisti. «Ad Avellino (6 presenze ed un gol) come a L'Aquila (13 gare e 3 gol) non ho giocato con continuità e non sono ancora al top, anche se mi sono allenato sempre prima di arrivare a Lucca – dice il ventottotenne attaccante – Mi ha colpito il progetto e la squadra sta crescendo. Abbiamo un'identità e non temiamo nessuno». Sabato sera c'è il Siena e due prime volte: il primo derby e il primo scontro con una big del campionato. «Sarà una gara difficile ma stimolante, siamo carichi e vogliamo regalare emozioni al nostro pubblico».

Ad un centravanti si chiede soprattutto di segnare. «Non voglio sbilanciarmi, ma prometto tanti gol. Intanto mi sono subito sbloccato alla prima in casa davanti ai nuovi tifosi, il gol che ha aperto le danze del 3-0. Poi è venuto un bel pari con la Maceratese, dove potevamo anche vincere. E quella traversa su punizione che ancora grida vendetta». Già, i calci piazzati, la specialità di Pozzebon. Un saggio il nuovo attaccante rossonero lo ha dato contro la Lupa Roma, con un tentativo troppo precipitoso. Ci ha riprovato a Macerata andando vicino al gol della vittoria: un tiro liftato a girare fermato dalla traversa. Su youtube circola un video sui gol su punizione dell'ex punta di Avellino e L'Aquila. «Ho sempre fatto diversi reti in questo modo, lavorando molto sull'impostazione e provando e riprovando negli allenamenti - racconta l'attaccante romano - a Macerata ho calciato bene, da sotto come piace a me, ma sono stato sfortunato. Magari ci riesco sabato col Siena».

Sfrontato al punto giusto, Demiro ha le idee chiare anche sul suo modello di riferimento. «Ibrahimovic, ma non facciamo paragoni irriverenti». In campo, dicono i suoi ex allenatori, è un generoso. «Sono una persona particolarmente sanguigna, sento molto le partite» dice Pozzebon, il perno centrale nel trio d'attacco con Fanucchi e Terrani. «In settimana lavoriamo per migliorare l'affinità e i movimenti». Tanti anni di dura gavetta nei dilettanti, da Montevarchi ed Arezzo all'Olbia, la sua annata migliore con 22 gol in serie D, trampolino di lancio per l'Avellino in serie B, dopo essere stato ad un passo dal Chievo. «La Lucchese è stata la scelta migliore, la mia grande occasione». A luglio è arrivata anche la nascita della piccola Michelle. «L'arrivo di mia figlia mi ha dato nuove motivazioni, ora penso solo alla Lucchese e alla mia famiglia, a cui ho dedicato i tanti miei tatuaggi».

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