Il dolore
Dal Poggetto ricomincia da Lammari
Dopo le stagioni tra i professionisti, il giocatore torna a casa per fare la differenza
LAMMARI. Ricomincio dal Lammari. È questo il motto – parafrasato dal compianto Massimo Troisi – con cui Gianfilippo Dal Poggetto affronta la stagione 2015 /16, la prima per lui in una categoria dilettantistica come l’Eccellenza, dopo diverse stagioni tra i professionisti. Il fatto che venga da altre categorie si nota subito: Dal Poggetto lotta, corre e piazza lanci millimetrici per esterni e attaccanti grazie a piedi buoni e ottima visione di gioco.
Dopo gli anni di settore giovanile del Viareggio, per il ventitreenne centrocampista inizia l’esperienza con il calcio dei grandi. Nel gennaio 2011 passa al Poggibonsi, dove resta per una stagione e mezzo per passare poi alla Cavese, club in difficoltà finanziarie e in cui infatti resta soltanto pochi mesi. Anche con la successiva squadra, il Savona, l’esperienza è di quelle che lascia il segno: «Arrivai in Liguria nel mercato estivo, ma già a dicembre la società fallì. Dopo essere stato tra gli svincolati, passai al Bellaria». Il 2014/15 è l’anno del Monza, altro club in balia di debiti. E infatti, nel 2015, anche il club della Brianza subisce il fallimento con conseguente iscrizione ai campionati dilettantistici. Dopo la recente vicenda di Monza, la scelta di tornare a Lammari, frutto dell’opera di convincimento di Vittorio Andreoni. Il centrocampista dice scherzando: «Definirei il lavoro di Andreoni insistente e non diplomatico, visto che mi voleva a Lammari a tutti i costi». Due i motivi del “sì” per passare alla corte di mister Fracassi: «Il primo – dichiara il calciatore – è che sono di Lammari e sono legato al mio paese. L’idea di una squadra con tanti ragazzi del posto è affascinante e sicuramente un incentivo a mettere in campo i 101%. Il secondo è legato a una scelta di vita. La serie D e la Lega Pro rischiano di essere per molti calciatori una pura illusione. Vivere di calcio è bello, ma in questi campionati rischi di fare sacrifici mal ripagati e di restare con un pugno di mosche in mano».
Adesso in testa c’è soltanto il Lammari: «Sono contento di questa sistemazione a due passi da casa. Viste le esperienze vissute non ha pesato scendere di categoria. E poi Fracassi è un tecnico a cui ci si affeziona subito». In queste prime apparizioni è stato impiegato in diverse posizioni. «Sono a disposizione – dice – dal regista al trequartista fino al braccio di centrocampo. Decide il mister».
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