Proteste
A tu per tu con Nene Diene «Lucca è la città per me»
La giocatrice del basket Le Mura è anche capitano della Nazionale azzurra Il suo motto? Non arrendersi mai e lavorare sempre col massimo impegno
LUCCA. Voglia di far bene, sacrificio e passione, sono i 3 aspetti fondamentali del carattere della giovane giocatrice classe ’92 (ma con un ottimo bagaglio d'esperienza alle spalle) Nene Diene, del Basket Le Mura Lucca.
Perché hai scelto di giocare a pallacanestro?
«Ho iniziato a giocare a Basket all’età di 6 anni, dopo aver praticato anche nuoto. Mi è sempre piaciuto perchè insegna a stare insieme ad altre persone, ed è proprio una scuola di vita.
All'età di 16 anni hai lasciato la tua Lecce, quali sono state le tue sensazioni e come ti hanno accolta?
«A 16 anni sei ancora piccola, infatti nei primissimi tempi in cui ero a Livorno ho avuto un po’ di difficoltà, per il semplice motivo che ho dovuto cambiare del tutto la mia vita: abitudini, luoghi e amicizie. L'accoglienza è stata ottima, sono riconoscente alla gente di Livorno, persone eccezionali che non mi hanno mai lasciata sola».
Cosa significa essere capitano della Nazionale?
«Una sensazione bellissima, perché fin da piccola ho avuto il sogno di vestire la maglia azzura, ma in più essere il capitano, è motivo d'orgoglio per tutti i sacrifici che ho fatto. Per raggiungere questo traguardo, quasi sempre il sabato sera prima della partita, invece di uscire con gli amici, me ne stavo a casa a prepararmi per la partita».
Il momento più bello della tua carriera?
«Senza dubbio la vittoria dell'europeo Under18; già arrivare a giocare con la nazionale è spettacolare, per di più vincere tutte le partite, non ha prezzo. Vincere un Europeo in questa maniera, trasmette gioia e infonde fiducia in se stessi».
Come ti trovi con coach Mirco Diamanti?
«Molto bene, sento che da lui posso imparare molto perché , nel lavoro è molto attento ai particolari e ci spiega tanto, e questa è un'ottima cosa».
Nba o basket europeo?
«Basket europeo perché è più tecnico. Si impara di più vedendo una partita di serie A o di Eurolega rispetto a una partita Nba; il basket Usa è piacevole da vedere ma è più improntato sullo spettacolo».
A quali giocatori ti ispiri?
«Da piccola il mio idolo era Sasha Danilovic, per la personalità e l'intensità che metteva quando giocava; ora sono Gallinari e Macchi: Gallinari perché è un leader ed è ancora molto giovane, Macchi (giocatrice della Famila Schio) ha un'ottima visione di gioco, ha molta esperienza, si può imparare molto da lei».
Cosa ti piace di Lucca?
«Le mura e anche tutto il centro storico, perché c’è arte ovunque. Ogni volta che si va in giro si scopre qualcosa di nuovo. Lucca è una città che che fa per me».
Scrittore, cantautore preferito?
«Paulo Coehlo e come gruppo musicale i Negramaro. Mi piace soprattutto ascoltare la musica, specialmente quella leggera, perché mi rilassa ogni volta che l'ascolto».
Pregi e difetti?
«Mi piace tanto ridere e scherzare. Sono una persona timida ma il basket ha sempre curato questo mio difetto, mi ha aiutato a uscire allo scoperto e a relazionarmi meglio con le persone».
Motto?
«Non arrendersi mai e lavorare sempre e duramente».
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