Il Tirreno

Lucca

IL BIANCOROSSO: «AVVERSARI OSTICI»

di Luca Tronchetti

LUCCA. Cristian Bucchi, 38 anni, allenatore della neo promossa Maceratese sogna di battere stavolta dalla panchina, come 13 anni fa in campo, l’ex avversario di mille battaglie: «Baldini me lo...

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Cristian Bucchi, 38 anni, allenatore della neo promossa Maceratese sogna di battere stavolta dalla panchina, come 13 anni fa in campo, l’ex avversario di mille battaglie: «Baldini me lo ricordo bene da giocatore. - dice il tecnico dei marchigiani - Un difensore molto intelligente, forte nell'anticipo, corretto e leale. Un osso duro da affrontare. Da allenatore non ci siamo mai incrociati. Corsi a Coverciano in periodi diversi e campionati differenti di settore giovanile. Ma dai filmati che ho già visionato e fatto vedere alla squadra la Lucchese mi sembra costruita a sua immagine e somiglianza: una formazione a trazione anteriore che non ti aspetta, ma gioca a viso aperto». È arrivato a Macerata da pochi mesi dopo aver compiuto l'impresa di salvare la scorsa stagione la Torres. Una squadra, quella biancorossa, che ha rivoluzionato l'organico. «La Lega Pro è totalmente differente dalla D: occorre essere attrezzati con elementi che conoscono questo campionato. L'obiettivo? Una salvezza da conquistare anche all'ultimo minuto dell'ultima giornata». Dopo il debutto su una panchina di serie A (tre mesi a Pescara con una squadra già retrocessa) Bucchi ha deciso di ricominciare dalla gavetta: Gubbio, Sassari e ora Macerata: «Il modulo? Ho iniziato con il 4-4-2, ma non sono un integralista. Mi adatto in base ai calciatori che la società mi mette a disposizione». I suoi maestri? Pioli, Giampaolo e Di Francesco. Tre tecnici della nouvelle vague. «Non li ho mai avuti come compagni di squadra, ma come allenatori. Dal coach della Lazio ho imparato la signorilità nelle vittorie come nelle sconfitte e il modo di porsi con calciatori, dirigenti e media. Da quello dell'Empoli il senso del lavoro e la grande tenacia e dal mister del Sassuolo le idee propositive che è in grado di apportare a partita in corso». Sabato per la prima volta nella sua carriera sia di tecnico che di calciatore affronta la Lucchese: «Una società gloriosa che negli ultimi anni ha avuto problemi economico-finanziari che l'hanno portata a due fallimenti. Ma si stanno riorganizzando e hanno dirigenti, uno staff tecnico e calciatori che possono far bene in Lega Pro. Entrambi abbiamo battuto la Lupa Roma e all'Helvia Recina sarà un confronto ad armi pari. La formazione? Devo decidere se impiegare dall'inizio Fioretti. Credo molto nelle potenzialità di Ganci (la punta rimasta 2 anni inattiva per una condanna legata al calcio scommesse). Il ragazzo si è rimesso in discussione: può darci una grande mano in chiave salvezza».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze