Il Tirreno

Lucca

Lucchese travolgente, la Lupa finisce ko

di Luca Tronchetti
Lucchese travolgente, la Lupa finisce ko

Dura un tempo la resistenza degli ospiti che giocano per 70’ con l’uomo in meno per l’ingenua espulsione del portiere

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LUCCA. «Non erano brocchi e adesso non sono marziani». La frase di mister Baldini a fine partita fotografa fedelmente la Lucchese «work in progress» di questo inizio di stagione. Non doveva deprimere più di tanto la cocente sconfitta di Ferrara (3-0 con la favorita Spal), non deve esaltare la sonante vittoria al Porta Elisa (3-0) con una Lupa Roma macchinosa, senza idee e costretta a giocare per oltre 70’ con l’uomo in meno grazie all’imperdonabile leggerezza del portiere Mangiapelo che toglie fuori area con il pugno la sfera dalla testa del liberissimo Pozzebon vanificando una chiara occasione da rete. Rosso diretto e partita tutta in discesa per i padroni di casa che dominano il confronto in lungo e in largo. Alla fine segnano i tre tenori: Pozzebon, Fanucchi (il migliore) e Terrani.

La Lucchese cambia pelle. I tifosi (troppo pochi: soltanto 1352 i paganti) si aspettano una Lucchese arrembante dopo il pesante ko di una settimana fa e scoprono una squadra che ha cambiato pelle. Baldini non snatura il modulo a lui caro (4-3-3 a trazione anteriore), ma cambia gli interpreti. Rispetto alla disarmante prestazione fornita con la Spal fuori Benvenga (squalificato), Lorenzini, Rosseti e Vita e dentro Melli, Maini, Calcagni e Terrani. E la rivincita del tecnico apuano è servita. Perché Melli, al debutto in Lega Pro, disputa una partita tutto cuore, Maini nel ruolo di centrale perde di vista solo due volte in tutta la gara una vecchia volpe delle aree di rigore come Tajarol, Calcagni fa un pressing asfissiante sul portatore di palla e Terreni con la sua velocità e i suoi dribbling ubriaca i compassati difensori ospiti. Se agli innesti inserisci la prestazione maiuscola di Fanucchi, le geometrie di Mingazzini, la corsa e il sacrificio di Monacizzo, le parate essenziali di Di Masi e la forza fisica del panzer Pozzebon il gioco è fatto. E la legge del contrappasso si materializza. Da tre gol presi a tre gol fatti.

La resa di Cucciari. Mastica amaro Cucciari che aveva chiuso la carriera di calciatore nel 2006 proprio con la Lucchese. Lui da giocatore al Porta Elisa non usciva battuto da 23 anni e negli scontri, sempre in campo, contro Baldini non aveva mai perduto. Sconsolato in sala stampa ammette: «Al di là dell’espulsione affrettata del portiere che ha condizionato la nostra prova la mia squadra è mancata d’intensità. La Lucchese era più tonica: arrivava sempre prima sulle seconde palle».

Basta un tempo. Sino all’episodio chiave la partita si trascina senza sussulti. Poi al 26’ la topica del portiere capitolino consente alla Lucchese la superiorità numerica. La Lupa Roma si dispone con il 4-4-1, ma la difesa fa acqua da tutte le parti. E al 34’ il Porta Elisa esplode. Intuizione da sinistra di Fanucchi e rimpallo favorevole sui piedi di Pozzebon che in diagonale supera Di Mario appena entrato. Gli ospiti reagiscono e serve un miracolo di Di Masi per evitare il pari di Tajarol. Ma è un fuoco di paglia e quando i padroni di casa iniziano a giocare sugli esterni si capisce che il raddoppio è questione di minuti. Lo confeziona Fanucchi al termine di una bella azione di prima Pozzebon-Monacizzo che porta il trequartista solo davanti a Di Mario trafitto per la seconda volta.

Mezz’ora di accademia. Nella ripresa Cucciari inserisce un altro attaccante (Leccese), ma si espone alle ripartenze. Dopo due errori sottoporta i rossoneri archiviano la pratica con un diagonale maligno dal limite di Terrani favoriti dagli ospiti momentaneamente in nove per l’infortunio a Neri. La partita finisce lì. C’è spazio per il debutto del sedicenne Montanaro, il gioiellino di casa.

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