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Lucca

IL MISTER DELLA LUPA ROMA: «AL PORTA ELISA PER IMPORRE IL GIOCO»

di Luca Tronchetti

LUCCA. Dove eravamo rimasti? Alessandro Cucciari, da tre stagioni tecnico della Lupa Roma, torna al Porta Elisa dieci anni dopo. Quello stadio è stato il suo ultimo palcoscenico da calciatore. Prima...

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LUCCA. Dove eravamo rimasti? Alessandro Cucciari, da tre stagioni tecnico della Lupa Roma, torna al Porta Elisa dieci anni dopo. Quello stadio è stato il suo ultimo palcoscenico da calciatore. Prima di dire basta dopo uno 0-0 a San Giovanni Valdarno che impedì alla Lucchese di partecipare ai playoff nella stagione 2005-2006: «Quella formazione mandata in campo nella partita decisiva della stagione non l’ho ancora capita. Io, Carruezzo, Oliveira, Sturba, Bellucci, gente che poteva fare la differenza,seduti in panchina e ai playoff ci vanno i valdarnesi. Quando il pullman ci riportò a casa decisi che era l’ora di dire basta e passare dall’altra parte della barricata. Avevo vinto 5 campionati e se fossimo andati agli spareggi sono certo che avrei conquistato la mia sesta promozione».

Il record. Da calciatore avversario (un centrocampista di quantità e qualità) Cucciari non perde al Porta Elisa dal 29 marzo 1992: 23 anni. «Giocavo con il Modena, finì 1-0 per i rossoneri. Segnò Di Francesco». Da allora una vittoria (l’anno successivo sempre con i canarini) e 4 pari, sempre in B, vestendo le maglie di Lecce (3-3), Perugia (0-0) e Ternana (1-1 il 29 novembre 1998).

Ventura, il maestro. Da quando ha iniziato ad allenare (sei anni fa vincendo con il Terracina in Eccellenza) Cucciari s’ispira a Giampiero Ventura: «L’ho avuto tre anni a Lecce. Dalla C siamo tornati in A. Una persona eccezionale, un vero maestro di calcio. Le sue squadre si riconoscono subito. Sfruttamento delle corsie laterali, sovrapposizioni, sviluppo del gioco a partire dalla tua trequarti campo. Per la mia Lupa Roma ho scelto di giocare in modo propositivo. Difesa a tre, centrocampo con il regista basso alla Pirlo e le ali che arrivano sul fondo e crossano. In casa con la Maceratese è andata male, ma se andate a vedere la partita scoprirete che loro hanno finalizzato l’unica occasione avuta. Noi abbiamo giocato bene a calcio, loro hanno vinto. Sono fiducioso: ho visto una squadra più forte, coesa e con qualità maggiori rispetto all’anno scorso».

Squadra-famiglia. Un ambiente ideale quello della Lupa Roma. Il presidente Alberto Cerrai (non ci sarà perché la madre sta molto male) fa anche il diesse, suo fratello amministra il club e il figlio gioca da mediano. Con Cucciari in tre anni la squadra (ex Lupa Frascati) ha vinto un campionato di D, è arrivata decima nel girone C della Lega Pro e adesso punta a stare stabilmente nella parte sinistra della classifica: «Il patron sta realizzando due campi in erba e due in sintetico per lo sviluppo del settore giovanile. Vero, ci manca il pubblico. Ma l’entusiasmo dei dirigenti ci rende carichi e vogliosi».

Stelle e avversari. Una formazione con due stelle assolute: D’Agostino e Di Michele: «Li ho chiamati io. Siamo amici e so quanto possono dare a questo gruppo. La Lucchese? La rispettiamo, ma noi dobbiamo soltanto pensare a giocare e a divertirci. Solo così arriveranno i punti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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