Sicurezza
IL TECNICO MANESCHI: «L’ESPERIENZA PUO’ FARE LA DIFFERENZA»
MONTECATINI. Giovanni Maneschi torna al Porta Elisa in cui è già stato da allenatore quando il principale stadio cittadino diventava la casa del Pontedelgiglio S. Alessio e della Fortis Lucchese. In...
MONTECATINI. Giovanni Maneschi torna al Porta Elisa in cui è già stato da allenatore quando il principale stadio cittadino diventava la casa del Pontedelgiglio S. Alessio e della Fortis Lucchese. In quelle occasioni, Cecina e Pistoiese non presero punti, Pontedera e Viareggio dovettero sudare sette camice per portare a casa la vittoria. «Ricordi bellissimi – racconta Maneschi – di squadre esperte e costruite per vincere campionati di Promozione o per far lottare nelle prime posizioni di Eccellenza». Maneschi snocciola come un mantra la formazione di quegli anni: «Ricciotti, Lucchesi, Zevola, Calistri, Giannelli, Breccia….. una formazione concepita diversamente rispetto a questo Montecatini, formazione giovane e chiamata a raggiungere la salvezza. Basta pensare che solo un giocatore è nato negli anni Ottanta, poi ci sono tanti classe 1991, 1992 e 1993». Una vera e propria scommessa per una Serie D. «La società era di fronte ad un bivio: confermare il blocco di veterani della scorsa stagione o ringiovanire l’intera rosa. Abbiamo optato per la seconda opzione». La prima è contro il GhiviBorgo, ripescata un mese fa.
Cosa teme della squadra di Fanani «Il mestiere dei calciatori più esperti. Cito De Gori, Mei, Angeli e Taddeucci. Ragazzi over trenta che sanno gestire le situzioni su palla inattiva, con anni di esperienza in categoria in grado di ammortizzare al meglio eventuali momenti di entusiasmo o di difficoltà. Noi non abbiamo in rosa questi elementi. Contro il valore di questi uomini metteremo freschezza atletica ed entusiasmo».
A livello tattico che gara sarà«Il Montecatini deve essere bravo a chiudere gli spazi ai loro esterni di fascia. Fanani può optare per la difesa a tre oppure per la linea a quattro. In ogni caso loro hanno in Angeli e Borgia due esterni di fascia di assoluto valore, bravi soprattutto a proporsi in azioni offensive. Stiamo valutando un 4-3-3 con due esterni larghi e un solo riferimento centrale, schema provato nel precampionato insieme al 4-3-1-2. Caciagli in regia? Sì, Caciagli è il nostro play, l’argentino Ferrari in attacco sarà il riferimento centrale del tridente».(m.c.)
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