La manifestazione
Lucchese, nel girone Savona e Teramo
Rifatti i calendari con l’inserimento delle due formazioni penalizzate. Pozzebon si presenta: «Non mi pongo limiti»»
LUCCA. La Lucchese, in attesa di capire se si giocherà davvero domenica prossima, tira avanti. Baldini si concentra sulla Spal e nella giornata di ieri sono stati presentati gli ultimi due acquisti: il difensore centrale livornese Daniele Mori, 25 anni, arrivato dall'Ascoli, via Udinese, e l'attaccante romano Demiro Pozzebon, 27 anni, prelevato dall'Avellino. Due calciatori che il dg Galli seguiva dallo scorso gennaio. «Mori è in prestito dall'Udinese mentre Pozzebon è interamente nostro ed ha firmato per due anni. Con loro ho parlato chiaro: questa esperienza deve servire ad entrambi. Sono giocatori che hanno accettato di scendere di categoria, ma il loro futuro è da categoria superiore».
POZZE-GOL. Il soprannome per ora è di buona auspicio. Le motivazioni e la determinazione si leggono sul volto di Demiro Pozzebon, il nuovo attaccante che prende il posto di Forte (sfumato il passaggio alla Carrarese). «Sono una punta mobile, non statica, mi piace venire incontro, giocare con i compagni, svariare sul fronte offensivo. L'anno scorso all'Aquila facevo anche l'esterno, ma non è il mio ruolo». Pozzebon vuole fare sognare i tifosi. «Voglio fare il maggior numero gol possibili, ma soprattutto reti pesanti per portare i rossoneri nella categoria che meritano. Ma servirà l'aiuto di tutta la squadra. Un idolo? Mi piace Dzeko». Un temperamento sanguigno e passionale per la punta che nella prima parte della stagione passata ha collezionato sei presenze ed un gol (al Bologna) in B nell'Avellino. «Ho un carattere è forte e competitivo, non mi piace perdere nemmeno le partitelle di allenamento». Un nome insolito, un cognome che tradisce le sue origini. «Il nome è latino e significa guardare, ammirare, anche meraviglioso. Il cognome è veneto, mio nonno viene da lì».
ESPERIENZA E GRINTA. Daniele Mori non ne ha fatto una questione di categoria. «Ad Ascoli ho trovato continuità, ma alla fine ho avuto piccole ricadute di un vecchio problema al ginocchio che mi hanno un po' frenato. Con la Lucchese era squalificato sia all'andata che al ritorno. La condizione fisica?«A Udine eravamo in 52 in rosa e la nostra preparazione non è stata ottimale, cercherò di trovare il prima possibile la condizione». La sua presenza a Ferrara sarà da valutare nei prossimi giorni, almeno per una maglia da titolare. La coppia iniziale potrebbe essere Espeche-Lorenzini, già collaudata nel pre-campionato. Mori aveva diverse pretendenti alle spalle, ma «poi ho parlato con Galli e mi è piaciuto il suo progetto ambizioso. E' una bella sfida». Difficile al momento ipotizzare una griglia di partenza. «Credo che le chiacchiere le porti via il vento, in Lega Pro le squadre sono livellate. Abbiamo visto che anche in serie A niente è scontato. La prima contro la Spal? La prima giornata è sempre un'incognita, sarebbe importante partire bene, potrebbe essere un vantaggio sotto l'aspetto mentale contro una delle squadre più quotate, insieme al Pisa. Comunque noi non ci preoccupiamo degli altri ma di noi stessi». Buone notizie per Rosseti che oggi riprenderà ad allenarsi e dovrebbe farcela per Ferrara. Ai box restano Sartore e Bianconi.
SI PARTE? Il campionato partirà domenica 6 settembre. A meno di clamorosi sviluppi nella riunione di domani del Collegio di Garanzia del Coni. Ieri la Lega Pro ha ridisegnato i gironi ed sostituito la Torres con il Savona e la Y col Teramo, entrambe nel girone della Lucchese che alla prima giornata è impegnata al Mazza di Ferrara contro la Spal, una della big del raggruppamento. Pertanto cambia il calendario, con Savona e Teramo, entrambe ai nastri di partenza con -6 in classifica. Ma sono ancora ore di grande incertezza pochi giorni dall’inizio visto il ricorso pendente del Seregno al Coni per il ripristino del format a 60 squadre che se accolto potrebbe comportare uno slittamento della prima giornata di campionato. Ipotesi caldeggiata anche da presidente dell’assocalciatori Damiano Tommasi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google