Il palasport? «Pochi ritocchi basterebbero a renderlo agibile»
LUCCA. Basterebbero solo pochi ritocchi per rendere il Palatagliate pienamente agibile: questo il giudizio di Roberto Puliti, architetto di grande esperienza, anche specifica (è stato consulente...
LUCCA. Basterebbero solo pochi ritocchi per rendere il Palatagliate pienamente agibile: questo il giudizio di Roberto Puliti, architetto di grande esperienza, anche specifica (è stato consulente impianti sportivi del Coni di Lucca dal 1978 al 2013, membro della commissione stadi della Lega Calcio A e B dal 2000 al 2008, e dal 2009 fa parte della commissione Impianti per la Federazione Pallacanestro).
«La capienza – scrive Puliti – da molti anni è già ridotta a 1568, avendo transennato la parte superiore della tribuna lato sud. Oggi, secondo i tecnici sono sorti problemi strutturali che, addirittura, porterebbero la capienza complessiva a 1300 spettatori, per adeguare l’impianto alle nuove normative antisismiche»
«Giustamente la Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, a seguito di questi eventi, ha chiesto all’amministrazione comunale il collaudo statico del palasport (in programma domani, ndr) in quanto per legge ogni 10 anni deve essere aggiornato con un certificato di idoneità statica. Secondo la Commissione di vigilanza per quanto riguarda l’agibilità vi sono due problemi, uno statico e uno di capienza». Problemi insormontabili? Secondo l’architetto Puliti no: «Sul discorso statico basterebbe che l’amministrazione si facesse consegnare dagli uffici competenti il certificato di idoneità statica, redatto dall’ingegner Stefano Caramelli dell’Università di Pisa, che ha consegnato all’amministrazione intorno all’anno 2008 e che è ancora valido. Secondo punto: la chiusura da diversi anni della parte superiore della tribuna. Io sostengo che la lunghezza delle vie di uscita (40 metri) si calcolano non dal posto a sedere, ma dallo spazio riservato agli spettatori, in quanto i percorsi di smistamento non devono essere presi in considerazione, in quanto fanno parte del settore e adducono direttamente ai passaggi paralleli alle file. Nel nostro caso la larghezza del percorso di smistamento misura, al netto dello scalino, 100 centimetri e per renderlo a norma basterebbe prolungare lo scalino fino alla transenna, e fare due piccoli scivoli ai lati per evitare l’ostacolo, così come in molti impianti sportivi».
In sintesi: secondo Puliti basterebbe davvero poco «per rendere agibile il palasport, risparmiando soldi pubblici ed evitare disagi alla società di pallacanetro e ai suoi tifosi».
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