Il Tirreno

Lucca

Il GhiviBorgo giocherà al Porta Elisa

di Luca Tronchetti
Il GhiviBorgo giocherà al Porta Elisa

Accordo tra Remaschi e Galli con l’okay di Bacci: «Ma solo per i primi due mesi»

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LUCCA. Il GhiviBorgo giocherà - almeno nella prima parte della stagione e compatibilmente alle esigenze di calendario della Lucchese - al Porta Elisa. L’accordo è stato raggiunto lunedì pomeriggio dal patron della formazione della Media Valle, Marco Remaschi, con il direttore generale rossonero Giovanni Galli e con il factotum Fabio Bettucci, amministratore delegato della Coam e uomo di fiducia del presidente Andrea Bacci. «In attesa della sistemazione del comunale di Borgo a Mozzano per i mesi di settembre ed ottobre abbiamo avuto dalla Lucchese - con cui è iniziata una proficua collaborazione come dimostrano gli arrivi di giovani interessanti da valorizzare come Russo, Contini, Pecori e Manauzzi e che consideriamo il club leader e di riferimento della nostra provincia - l’okay per giocare le partite interne al Porta Elisa» dice con un pizzico d’orgoglio Remaschi che poi ringrazia i vertici della Lucchese: «Bacci, Galli e Bettucci hanno dimostrato sensibilità e disponibilità nei confronti della nostra piccola realtà. E contiamo, oltre alle partite di settembre e ottobre, di giocare nello stadio della Lucchese sia le partite a rischio per quanto concerne l’ordine pubblico sia le sfide di cartello che potrebbero richiamare un bel numero di spettatori. Per noi, oltre al completamento virtuoso di un percorso iniziato un paio d’anni fa, è un grande onore giocare su un campo carico di gloria come il Porta Elisa e disputare un campionato interregionale come la serie A dei dilettanti». Non manca una punta di amarezza sull’impossibilità di usufruire del Nardini di Castelnuovo: «Non è stata colta una grande opportunità non solo sul piano sportivo, ma anche dal lato economico. È mancata la necessaria lungimiranza per capire l’importanza di una squadra di calcio in grado di disputare un torneo sovraregionale capace di cimentarsi con formazioni emiliane piuttosto che venete, liguri o piemontesi la cui presenza avrebbe valorizzato le peculiarità di un intero territorio con le sue bellezze artistico-paesaggistiche e le sua alta qualità eno-gastronomica. Ci sentiamo una squadra rappresentativa del territorio della Media Valle e della Garfagnana e giocare al Nardini avrebbe permesso di ricucire alcune tensioni sportive del passato improntate su una rivalità che oggi non ha più ragion d’essere». Intanto il patron annuncia anche l’ultimo tassello: «Farà parte della rosa del GhiviBorgo anche Vincenzo Gatto, 23 anni, centrocampista ex Aversa Normanna e Melfi in C2». Per quanto riguarda il girone circola l’ipotesi che il GhiviBorgo venga inserito con le formazioni emiliane e venete.

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