Sicurezza
Nasce il centro di chirurgia rigenerativa
Sorge in Liguria una struttura unica e innovativa diretta dal professor Castellacci
LUCCA. La Liguria soffia alla Toscana un centro nazionale di ricerca all’avanguardia a livello europeo che investe sulla chirurgia rigenerativa, la nuova frontiera dell’ortopedia, della medicina dello sport e della chirurgia plastica ed estetica. E a dirigere il nuovo centro, destinato a diventare un’eccellenza e un punto di riferimento in Italia, è stato chiamato il professor Enrico Castellacci, responsabile dello staff medico della Nazionale di calcio. Da alcuni anni Castellacci, un luminare della traumatologia, ha lasciato l’Asl di Lucca, ma opera in alcune case di cura italiane e insegna all’università del Foro Italico di Roma. Ieri era a Genova per presentare il nuovo centro di riferimento italiano di medicina e chirurgia rigenerativa dell'Istituto Clinico Ligure di Alta Specialità - Iclas di Rapallo. Il Centro mira a riunire, organizzare e sviluppare in maniera coordinata tutte le attività inerenti la medicina rigenerativa svolte ad Iclas da professionisti operanti in vari ambiti e che nell'ultimo anno e mezzo hanno trattato oltre duecento casi.Il professor Castellacci, grazie anche all'esperienza di direttore del dipartimento di ortopedia e medicina traumatologica dello Sport dell'Ospedale di Lucca (dove ha creato e diretto il Centro Ricerche e Chirurgia Sperimentale di Ingegneria Tissutale) è fra i precursori in Italia dell'applicazione in chirurgia di Plasma Ricco in Piastrine e cellule mesenchimali. Oggi la medicina rigenerativa rappresenta un nuovo traguardo terapeutico finalizzato alla rigenerazione biologica del tessuto anziché alla sostituzione. Con la medicina rigenerativa i tessuti danneggiati (legamenti, tendini, cartilagini, ossa, cute) in maniera un tempo considerata irreparabile, possono essere riparati stimolando l'organismo stesso a ricostruirli. «Innumerevoli sono le patologie che possono trovare rimedio da queste terapie - dice Castellacci - Ad esempio, nell'ambito dell'ortopedia e della medicina dello sport, trapianti per deficit cartilaginei nel ginocchio, caviglia, anca, nella necrosi della testa del femore, nei ritardi di consolidazione o pseudoartrosi nelle fratture, ma anche in altri ambiti quali la chirurgia plastica ed estetica, la cura del piede diabetico e la vulnologia».(l.t.)
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