Sicurezza
GhiviBorgo pronto al ripescaggio
Se i ragazzi di Fanani non vinceranno a Ravenna la società proverà a chiedere l’ammissione alla D
GHIVIZZANO. Sugli spalti e sul campo il GhiviBorgo vince la prova di maturità e punta dritto alla serie D. Ribaltando il risultato di ieri in modo da essere ammesso sul campo o in caso contrario presentando la domanda di ripescaggio alla categoria superiore. E con buone possibilità di spuntarla per due motivi: fallimenti societari e non iscrizioni di numerosi club di Lega Pro e serie D e fusioni in corso tra società confinanti (per fare un esempio la neo promossa AlzanoCene si è unita con l’Aurora Seriate formando la Bergamasca Alzano Seriate e il Piacenza sta per riunificarsi con la Pro Piacenza). Sull’argomento, al termine della sfida con il Ravenna, il presidente Sandro Pieri (assieme al patron Marco Remaschi) è stato lapidario: «Innanzitutto vogliamo provare a vincerla sul campo perché al Benelli di Ravenna questo Ghivizzano può farcela a ribaltare il risultato. Se poi non ci riusciremo sul campo presenteremo domanda di ripescaggio alla A dei dilettanti. Siamo decisi a sviluppare il progetto e alla luce della prova di maturità della gente della Valle contro un avversario prestigioso come i giallorossi romagnoli la nostra convinzione ad andare avanti è triplicata». Più chiaro di così...
Una giornata di sport. La tribuna del piccolo impianto sportivo Carraia non riesce a contenere gli oltre 500 spettatori che assistono alla sfida vinta sul campo dagli ospiti, ma che il GhiviBorgo per la mole di occasioni da rete avute nella ripresa avrebbe meritato perlomeno di pareggiare. Ma a trionfare è il fair play. Al triplice fischio i giocatori, come una gara di rugby, si stringono la mano e si abbracciano mentre sugli spalti i tifosi si alzano tutti in piedi ad applaudire i loro beniamini. Una prova di civiltà - che stride con gli indecorosi spettacoli che ogni domenica gli sportivi veri si debbono sorbire e che allontanano la gente dagli stadi - che raggiunge l’apice alla fine della prima frazione quando l’esterno ospite Ambrosetti uscito in barella in occasione del penalty viene applaudito con calore e sincerità da tutti i sostenitori del GhiviBorgo che intuiscono il suo dramma.
Ordine pubblico okay. Ci sono una trentina di giovani ultras che incitano la squadra senza offendere l’avversario e sistemano dietro la porta lato ferrovia uno striscione con la frase «Guarda il tuo settore e lotta con il cuore». L’offesa peggiore rivolta ai calciatori avversari? «Buffoni» quando i romagnoli dopo un contatto restano a terra più del dovuto per far passare secondi preziosi e cercare un po’ di refrigerio in una giornata di caldo torrido. Da Ravenna arrivano una sessantina di ultras con i tamburi. Vogliono entrare nonostante la trasferta sia vietata alla tifoseria ospite (il divieto è stato un errore). E alla fine, per controllarli meglio, i carabinieri con il maggiore Volontè e il maresciallo Feniello (assieme alla Digos), li sistemano dietro la rete di recinzione dalla parte delle panchine (lì non pagano il biglietto) pronti ad intervenire se qualcuno sgarra. Tutto fila via liscio. E alla fine resta la bella giornata di sport che stona soltanto per il risultato bugiardo.
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