Gioco
CAPITAN ANGELI: «VORREI EMULARE L’IMPRESA DI CORREGGIO»
LUCCA. Simone Angeli si appresta a giocare la finale degli spareggi del campionato di eccellenza per accedere alla Serie D. A trentasette anni compiuti e con una ventina di stagioni alle spalle il...
LUCCA. Simone Angeli si appresta a giocare la finale degli spareggi del campionato di eccellenza per accedere alla Serie D. A trentasette anni compiuti e con una ventina di stagioni alle spalle il capitano biancorosso sa benissimo come affrontare queste partite. «Sono gare che possono essere decise da un episodio: da un’incertezza arbitrale o da un errore di un singolo che può determinare una stagione. Però qui al GhiviBorgo ci sono le condizioni per affrontare il tutto con massima serenità. L’arma decisiva è infatti l’aspetto psicologico». Ma aver giocato tanti anni nel professionismo aiuta un calciatore? «Le emozioni ci sono anche dopo qualche anno di gioco, ma sicuramente con il trascorrere del tempo si impara a gestirle in modo migliore». Per Angeli sarebbe bello rivivere quanto accaduto un anno fa a Correggio. Ci sono molti punti in comune tra la vigilia del match della Lucchese dello scorso anno rispetto a quello di domenica prossima con il GhiviBorgo. «Quella di Correggio fu una gara importante, terminata con la vittoria della Lucchese portata in trionfo dal pubblico. L’impianto era piccolo e la partita si sentiva tantissimo. Noi eravamo costretti a vincere e quindi questo rappresentava uno spareggio. Fu una esperienza unica, roba che resterà scolpita nella mia mente per molto tempo». Meglio giocare a Ghivizzano oppure su qualche campo più importante: «Non fa differenza. Se si gioca al Carraia di Ghivizzano saremo lieti di essere in campo con il nostro pubblico in un terreno che conosciamo e che ci ha permesso di arrivare secondi dietro al Viareggio. Ma se avessimo giocato in un altro campo sono convinto che ci saremmo adattati. Il nostro rendimento nella regular season è stato buono anche in trasferta». A Castiadas il capitano è uscito malconcio per problemi ad una caviglia. «Adesso va meglio e spero di essere in campo. Per qualche giorno ho dovuto smaltire il dolore e non mi sono allenato con i compagni». Angeli conosce il Ravenna. «In questi giorni abbiamo parlato dell’avversario con mister Fanani e il suo staff. Li abbiamo studiati a fondo e stiamo lavorando molto dal punto di vista tattico. Non ci faremmo trovare impreparati. E’ una squadra esperta, con un blasone alle spalle notevole. La squadra ha valori in ogni reparto. Cito due elementi su tutti: il primo è l’attaccante Riccardo Innocenti, 41 anni, 300 partite nei professionisti. Poi il difensore Mandorlini (il figlio maggiore del tecnico del Verona, ndr) centrale difensivo che rappresenta un lusso per la categoria. Ambizioni future? “Mi diverto ancora moltissimo, lungi da me appendere le scarpette al chiodo. Un appuntamento come quello contro il Ravenna non ti fa pensare al futuro, ma ti lascia concentrato sul presente. Deciderò quello che fare dopo la doppia sfida in finale. E’ certo che i dirigenti al Ghivizzano Bam vogliono fare bene. In serie D sarebbe ancora più invogliante continuare a giocare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
