Il Tirreno

Lucca

Lucchese, sette giorni per capire il futuro

di Luca Tronchetti e Nicola Nucci
Lucchese, sette giorni per capire il futuro

Dal campo alternativo alla situazione societaria. L’ultimatum del dg Galli: «Il presidente deve dare l’okay al budget»

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LUCCA. È bene essere chiari. Perché non si può giocare sulla pelle della Lucchese, della città e dei suoi tifosi. Nel Bel Paese (l’Italia) dove niente è definitivo (tranne il Triste Mietitore) e le deroghe sono all’ordine del giorno, la questione legata all’impianto d’illuminazione del Porta Elisa (i famosi 500 lux che servono esclusivamente alla tv in streaming per le notturne della Lega Pro, neanche fosse la Champion’s League) se l’amministrazione comunale (in primis il sindaco Alessandro Tambellini e l’assessore allo sport, Celestino Marchini) ha compiuto i passi giusti (colloquio con Macalli e Tavecchio, presidente Lega Pro e Figc) non dovrebbe rappresentare un ostacolo all’iscrizione del secolare club rossonero alla vecchia serie C. Specie se, come informano da palazzo Orsetti, la giunta ha approvato il progetto di adeguamento delle torri-faro del Porta Elisa e la prossima settimana sarà aperto il bando di gara per l'assegnazione dei lavori in modo che gli ispettori della commissione infrastrutturale avranno in mano documentazione reale e potranno valutare con occhio benevolo l’impegno del Comune nonostante il delicato momento di crisi che attraversa il Paese e con l’appoggio di Lega Pro e Figc concederanno un ulteriore deroga affinchè i lavori siano ultimati. Meglio se entro l’inizio del campionato.

Campo alternativo. Ma la legge è legge e per i «parrucconi» federali la normativa impone alla società (pagina 18, Lega Italiana Calcio, Sistema Licenze Nazionali 2015-2016) e quindi non al Comune di depositare alla commissione criteri infrastrutturali e sportivi organizzativi un’istanza per ottenere la deroga a utilizzare un impianto alternativo (ubicato nella Regione) corredato dalla documentazione (convenzione d’uso, nullaosta del prefetto competente relativo all’impianto, licenza all’articolo 68 del Tulps del suddetto impianto). E su questo punto il presidente Andrea Bacci pare non voglia sentirci. Si tratterebbe di un attestato necessario sul piano formale, ma sostanzialmente inutile se in tempi brevi venissero ultimati i lavori. Al massimo si giocherebbe lontano dal Porta Elisa per la Coppa Italia se a settembre l’impianto tornasse a norma. E con i buoni uffici di un ottimo segretario sportivo (come, ad esempio, Alessandro Badii) la Lucchese potrebbe disputare la prima giornata di campionato in trasferta. Cosa accadrebbe se nella documentazione da inviare entro il 20 giugno alla commissione criteri infrastrutturali non fosse indicato un campo alternativo? L’inosservanza costituisce illecito disciplinare ed è sanzionata con il deferimento alla procura federale dagli organi della giustizia sportiva con l’ammenda non inferiore ai 10mila euro. A quel punto c’è tempo sino al 14 luglio per mettersi in regola e indicare il campo alternativo al Porta Elisa. Altrimenti addio Lega Pro. Il club viene escluso dal calcio professionistico.

Situazione societaria. Ma al di là della vicenda infrastrutturale c’è preoccupazione per quella societaria. Per la seconda volta Giovanni Galli - la prima si era verificata durante la conferenza stampa in cui il dg aveva ufficializzato l’addio di Galderisi - torna a chiedere certezze per sbloccare l'impasse ed iniziare a programmare la prossima stagione: dai rinnovi ai nuovi acquisti, dal settore giovanile allo sponsor tecnico. Il dg non ha ancora avuto risposta dal patron Andrea Bacci sulla necessità di ripianare le situazioni pregresse (in primis stipendi e contributi di marzo e aprile, con le date del 25 e del 30 giugno per evitare punti di penalizzazione nel prossimo torneo e in secondo luogo sistemare i fornitori che minacciano decreti ingiuntivi) per poi ripartire da zero. Il temporeggiamento da parte dell'azionista di maggioranza preoccupa Galli che al massimo oggi potrebbe incontrare il plenipotenziario della società. «Siamo tutti pronti. - dice - Basta che il presidente Bacci ci dia il via: abbiamo elaborato il budget previsionale, voce per voce, dal settore giovanile allo scouting e ai preventivi per il materiale tecnico-sportivo e le trasferte. Bacci deve essere stimolato, ma è un uomo ambizioso, che pensa in grande e se mi dà gli strumenti per lavorare possiamo portare avanti un progetto ambizioso. Anche con un budget ridotto si può fare bene. E' chiaro che tutti devono fare la propria parte, anche chi ha preso impegni precedenti. Altrimenti me ne vado a casa. Non ho altre offerte, non andrei da nessun altra parte».

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