Sicurezza
PRESIDENTE, È TEMPO DI CHIAREZZA
di MARCO INNOCENTI Non scandalizza nessuno il fatto che gli imprenditori che decidono di investire nel calcio in città da loro poco o nulla conosciute - e, soprattutto, su palcoscenici oggi di terza...
di MARCO INNOCENTI
Non scandalizza nessuno il fatto che gli imprenditori che decidono di investire nel calcio in città da loro poco o nulla conosciute - e, soprattutto, su palcoscenici oggi di terza divisione, anche le squadre vantano passati illustri - abbiano spesso motivazioni extracalcistiche. Il tempo dei Mecenate è passato da un pezzo e alla fine molla anche chi (guardiamo Moratti) è posseduto da una passione totalizzante per il team della sua città.
Nessuno chiede quindi al presidente, Andrea Bacci, di spendere più di quanto vuole e può per la Lucchese, superando il budget che si è proposto e che forse deve rivedere, al ribasso, anche per il fatto di aver perduto per strada soci sostenitori della causa rossonera.
La città e la tifoseria sono disposte ad accettare un programma di minima, basato sui giovani e oculato al massimo. Ma chiedono anche garanzie perché questo impegno venga mantenuto. Lo scotto di due fallimenti è troppo vivo e recente perché non ci sia preoccupazione.
Anche ammettendo che il presidente abbia tutte le ragioni di questo mondo a prendersela di continuo con l'amministrazione comunale, anche escludendo che dietro questo atteggiamento ci possano essere assurde motivazioni politiche in senso lato, città e tifoseria chiedono a Bacci di parlare soprattutto di calcio, dicendo con chiarezza quello che può e vuole fare, nei limiti delle sue disponibilità.
Nessuno gli chiede la luna ed è giusto che, per quanto ha fatto fino ad oggi, riceva la riconoscenza degli amanti del calcio.
I quali però chiedono anche certezze sul fatto che non ci sia alcuna ricerca di pretesti extracalcistici per mollare la Lucchese.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google