Sicurezza
Libertas, quando la vittoria è del gruppo
Lucca: dal tagliaboschi allo studente del Sant’Anna: ecco i protagonisti della cavalcata che ha portato la squadra in serie C
LUCCA. “D qui ce ne andiamo, C vediamo più avanti”. Due singole lettere maiuscole, in rosso sulla base bianca delle magliette celebrative della promozione della Libertas Lucca in serie C unica. Un doppio salto di categoria nella stagione che forse era più difficile e c’è veramente tanta della Lucca cestistica degli ultimi anni in questo successo, con ragazzi usciti dai vivai di casa nostra che hanno giocato da protagonisti contro alcuni dei migliori talenti minors della Toscana.
Tra tutti il capitano Franco Del Sorbo, classe ’84, che lavora nel commercio del legname e ogni mattina alle 6.30 è nei boschi per procedere con il lavoro dei tagli e ogni sera alle 20 è presente all’allenamento. La sua è la storia di chi è arrivato ai playoff con un ginocchio fuori uso certificato da risonanze e vari pareri medici che gli hanno consigliato di fermarsi e di operarsi. Ma lui ha scelto di esserci e di lavorare sul dolore dando in ogni partita il suo grande contributo. Accanto a lui Piero Romei, altro uomo di fiducia di coach Romani, che a 5 mesi esatti di distanza dalla sua ultima partita in biancorosso è rientrato in gara 4 e partendo in quintetto ha segnato 8 punti e subito tre sfondamenti prendendo per mano la squadra. Sempre dalla Garfagnana, come Romei e Romani, viene Andrea Angelini, migliorato al punto da essere il miglior lungo dell’intera serie D dimostrando avere una grande predisposizione offensiva. Sotto canestro poi c’è Simone Genovali, cresciuto alla Pallacanestro Lucca e lo scorso anno in D a Versilia, ha dato un grande contributo in campo e ha sempre lavorato con il massimo della professionalità dimostrandosi un ottimo esempio per i giovani. Poi ancora Francesco Poli, classe ’93, che pare più un cavallo selvaggio da domare ma ha tenuto tantissimo alla stagione e al risultato diventando in più di un’occasione il miglior realizzatore della squadra. Francesco Mattei è frutto del vivaio biancorosso, un giocatore che è stato valorizzato nel corso della stagione e ha disputato dei playoff di alto livello come cambio del playmaker. Accanto a lui Enrico Vincenzini, esterno classe ’94 uscito dalla Pallacanestro Lucca e arrivato a metà stagione dal Bama Altopascio per colmare il vuoto che si era creato nel reparto. Luca Merciadri è un ragazzo che in campionato non ha praticamente mai giocato lavorando sempre al massimo e rispondendo sempre presente quando è stato chiamato in causa, specialmente a Venturina e poi durante i playoff. Un percorso simile a quello di Damiano Sodini, che al termine della stagione ha perso il padre Francesco ma ha avuto la forza di tornare in campo e di giocare da protagonista. A completare il quintetto due “stranieri”, a partire da Matteo Lorenzi, l’eroe di gara 2 e di gara 4 con 29 punti realizzati. Giocatore di categoria superiore che ha scelto di rimanere a Lucca per il secondo anno dopo aver parlato con coach Romani. E’ stato lui a trainare la squadra nelle rimonte a suon di triple e iniziative per i compagni. Infine Filippo Morello, 163 centimetri di passione e ball handling. Classe ’96 di Casale Monferrato, lo scorso anno disputava la Dng con i migliori prospetti italiani dell’Under 19, poi la fine delle superiori e l’arrivo a Pisa alla scuola superiore Sant’Anna per studiare giurisprudenza. Un talento dentro e fuori dal campo capitato alla Matteotti quasi per caso e poi rivelatosi il miglior playmaker del campionato. A completare il gruppo Nino Alikalfic e Mattia Gasenge, che hanno dato una mano durante gli allenamenti, e poi Umberto Stefani, che a 34 anni ha scelto di non essere tesserato ma ha sostenuto la squadra e tenuto alta la qualità del lavoro.
Il deus ex machina dell’impresa è l’allenatore Maurizio Romani. Classe ’77 uscito dal Cefa Castelnuovo, a Lucca ha allenato allo Junior, alla Pallacanestro Lucca e alla Libertas prima di andare tre anni alla Virtus Siena – un quarto posto in Italia raggiunto con l’Under 19 – allenare per una stagione e mezzo la B2 della Pallacanestro Lucca e poi fare altre due stagioni a Domodossola in C1. In una categoria come la D che gli andava stretta ha allenato il gruppo con lo stesso impegno, attenzione, passione ed esigenza che ha sempre messo anche a livelli più alti. « Le dediche che voglio fare sono al presidente Bruno Paoli, che è un grande e si merita tutto quello che è successo, e poi al padre di Sodini, Francesco, e ad Andrea Bartoli, ragazzo scomparso nel 2011 in un incidente sulla Sarzanese. Senza quel drammatico incidente lui mercoledì sera ci sarebbe sicuramente stato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
