Sicurezza
Il giocattolo ora si è rotto Galderisi resta o se ne va?
Terza sconfitta consecutiva e ancora contro una squadra formata da 7 under 21 Battere la Reggiana o è a serio rischio la qualificazione alla Coppa Italia Tim
LUCCA. Il giocattolo si è rotto. Tre sconfitte equivalgono a tre indizi: fanno una prova. Ne sono la lampante dimostrazione il primo tempo di Teramo, la desolante prestazione con l’Ancona baby e la seconda parte della ripresa con il Tuttocuoio che - in barba agli scettici che non conoscono il valore di mister Alvini solo perché i calciatori di serie A e B lui li incollava nell’album Panini - schierava un ragazzo nato nel 1996 (Agrifogli), quattro nati nel 1995 (Bacci, Bachini, Deiola, Gargiulo), uno nato nel 1994 (Tempesti) e uno nel 1993 (Colombini). La bella Lucchese che sciorinava un calcio piacevole e che conquistava punti e consensi non c’è più. E cresce il rischio di non conquistare l’accesso alla Coppa Italia Tim con le formazioni di A e B (che tuttavia verrebbero incontrate in trasferta al terzo turno) in caso di mancata vittoria interna sabato 2 maggio contro la Reggiana che sente il fiato sul collo della Spal per il terzo posto valido per i playoff promozione. Già la Spal (ma anche l’Ancona con Cornacchini al terzo anno in panchina). A Ferrara stanno facendo le cose perbene. Prima hanno cambiato tecnico (da Brevi a Semplici), poi trasformato l’organico adeguandolo ai voleri del nuovo mister e non più tardi di dieci giorni fa hanno annunciato il rinnovo con l’ex allenatore della Primavera della Fiorentina. E adesso stanno parlando con i calciatori (quelli in scadenza, perché ce ne sono altri che hanno contratti che si prolungano sino al giugno 2016) per allestire in anticipo l’ossatura della rosa futura.
Programmazione. Vero, la Lucchese ha un direttore generale factotum (Giovanni Galli) e un suo fido collaboratore (Mauro Bertacchini, ex Castelnuovo, che si occuperà del settore giovanile). Tocca a loro decidere se Giuseppe Galderisi sarà o meno l’allenatore della stagione 2015-2016. «Se ne parla a fine campionato» il refrain pronunciato dal dg rossonero. Eppure «Nanu» con l’umiltà, il lavoro e l’autentica passione ha conquistato anche lo zoccolo duro della tifoseria (quella che venerava Pagliuca a prescindere dagli eccessi) che chiede la sua conferma dopo la salvezza insperata virtualmente conquistata a sei turni dal termine. Ma la società aspetta e non parla. Bacci pende dalle labbra di Galli, i soci lucchesi con il 10% complessivo non possono metter bocca (ancora non sappiamo se Moriconi e Micheloni faranno parte o meno della holding “Lucchese Partecipazioni” o terranno quote minime,1-2%, in proprio). A vederla dall’esterno non ci stupiremo se alla fine Galderisi proseguisse la sua vita di allenatore errante e la scelta cadesse su altri mister che ambiscono a sedersi su una panchina prestigiosa come quella della Pantera che a maggio compie 110 anni.
Sintetico maledetto. Quattro sconfitte su quattro partite giocate sul sintetico. Dodici punti in meno, undici gol subiti (quasi tre a partita) e quattro fatti (uno a partita). Non ci stupiremo se la società a breve tornasse alla carica chiedendo all’amministrazione comunale l’impianto di Saltocchio o un’altra struttura per poter realizzare un campo sportivo in sintetico dove allenare la prima squadra e il settore giovanile. D’altronde Bacci ha detto di voler puntare almeno ai playoff. E per arrivare in alto servono strutture adeguate.
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