Il Tirreno

Lucca

IL TERZINO ROSSONERO: «AFFRONTIAMO UN gruppo ORGANIZZATo»

di Nicola Nucci

LUCCA. Una sfida e tante motivazioni. Dall'obiettivo di entrare nel tabellone della Tim Cup 2015-2016 contro una diretta concorrente alla volontà di chiudere a testa alta e progettare il futuro che...

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LUCCA. Una sfida e tante motivazioni. Dall'obiettivo di entrare nel tabellone della Tim Cup 2015-2016 contro una diretta concorrente alla volontà di chiudere a testa alta e progettare il futuro che dovrà ripartire da una Lucchese in grado di divertire e puntare ad essere tra le protagoniste per riportare i tifosi allo stadio, anche con iniziative coinvolgenti, progetti chiari ed abbonamenti a prezzi popolari. La sfida al Mannucci di Pontedera contro il Tuttocuoio - che due anni fa tarpò le ambizioni rossonere conquistandosi di diritto la Lega Pro 2 - ha un sapore speciale per il capitano Matte Nolé che ha vestito la casacca neroverde nell’annata calcistica 2010-2011 in serie D (6 gol) ed è originario di San Miniato, a due passi da Ponte a Egola, il paese dove è partita la favola della squadra di mister Massimiliano Alvini. «Sono un ex della partita, praticamente sarò a casa, il Tuttocuoio è la squadra di Ponte a Egola e S.Miniato, il mio paese, ci ho giocato una stagione, allenato da un grande tecnico ed uomo come Alvini, preparato come pochi, che meriterebbe di guidare anche formazioni di categoria superiore. Ritrovo anche ex compagni come Colombini che è stato opzionato dall’Empoli e ha fatto una stagione eccezionale. Per noi quella di domenica sarà una partita complicata». Nolé entra nelle pieghe della gara. «Un derby difficile: il Tuttocuoio gioca a memoria. Pratica un calcio organizzato e propositivo ed è più abituato al sintetico dove la Lucchese in questa stagione ha sempre perso (Pontedera, Carrarese e Teramo). Entrambe le squadre sono salve, ma vogliamo puntare alla qualificazione in Tim Cup con le squadre di A e B . In queste tre gare che mancano alla fine dobbiamo dare il massimo senza staccare il piede dal gas».

«Il match con l'Ancona è stato un passaggio a vuoto: - dice Nolè - In campo non c’era la Lucchese brillante ammirata da febbraio in poi che credo abbia dato molte soddisfazioni ai tifosi». Galderisi lo ha trasformato da mezz'ala settepolmoni ad instancabile laterale di fascia sinistra. Da centrocampista a terzino, una metamorfosi naturale. «Mi trovo bene in questo ruolo, nelle ultime due gare ho accusato un pò di stanchezza, normale dopo una stagione dispendiosa per tirarci fuori dalla zona playout. Credo sia giusto fare un elogio a tutta la squadra, tutti insieme abbiamo reagito ed ora possiamo ancora conquistare altri obiettivi in questo finale. Come è giusto dare merito non solo a Galderisi e Galli, ma anche a Bruno Russo, Pagliuca e Fracassi che hanno iniziato questa avventura». Per il capitano rossonero il futuro potrebbe chiamarsi ancora Lucchese. «Mi piacerebbe continuare con questa maglia. Sono certo che possiamo aprire un ciclo importante». La domanda sorge spontanea: chi si priverebbe di uno come Nolé?

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