La manifestazione
Lucchese, programmare e ripartire
A 270 minuti dalla fine del campionato con la squadra salva da tempo la società deve chiarire in primis il nodo allenatore
LUCCA. Da un lato l’appuntamento fissato per mercoledì alle 9 a palazzo Orsetti tra i tecnici del Comune e quelli della Coam, l’impresa edile di Bacci incaricata dalla Lucchese a svolgere i lavori di ordinaria manutenzione al Porta Elisa e a cui si affiderà per realizzare il nuovo impianto di illuminazione dello stadio, dall’altro la dirigenza rossonera che entro un paio di settimane deve iniziare a programmare il futuro partendo dal nodo del tecnico e dei calciatori. Il presidente Bacci, cosa ormai risaputa, si fida ciecamente del dg Giovanni Galli. Qualsiasi cosa faccia a lui sta bene. Quindi il pallino è saldamente nelle mani del direttore generale e del suo fido collaboratore Mauro Bertacchini, responsabile del settore giovanile. Le domande che si pongono i tifosi sono molteplici a partire dalla conferma dell’allenatore. In sei mesi «Nanu» Galderisi è riuscito con i risultati sportivi e i comportamenti trasparenti sul campo e fuori a far dimenticare un tipo osannato dalla curva Ovest come Guido Pagliuca. Non era facile, ma l’ex centravanti di Juventus, Verona, Milan e Padova ha saputo toccare le corde giuste rianimando una squadra che a novembre sembrava morta e sepolta (certo, gli innesti di elementi come Forte lo hanno aiutato) e con pazienza e fatica riuscendo a far diventare il Porta Elisa un fortino inespugnabile con cinque vittorie interne consecutive e il capolavoro del successo casalingo atteso 12 anni con i rivali di sempre del Pisa. E pazienza se sabato la squadra per la prima volta nella sua gestione ha toppato di brutto andando a perdere con l’Ancona baby che schierava 7 under 21 dal primo minuto e due soli titolari (Dierna e Mordibelli). Del resto non è facile, arrivati a questo punto della stagione con la squadra salva da almeno quattro settimane, per giocatori che hanno tirato la carretta per tutto il campionato continuare a rimanere tosti e concentrati quando in palio praticamente non c’è più niente visto che i 6 punti di vantaggio a tre giornate dal termine sull’undicesima in classifica (la Carrarese) sono un divario sufficientemente elevato per assicurarsi un posto tra i primi dieci che garantiscono l’accesso alla Coppa Italia Tim con le squadre di A e B (passando però almeno due turni). Oltre alla scelta del tecnico il direttore generale dovrà valutare quali e quanti calciatori confermare per la prossima stagione che, stando ai diktat del presidente, dovrebbe vedere la Lucchese in lotta almeno per i playoff. Un traguardo ambizioso che necessita un logico potenziamento dell’organico con l’innesto di elementi di qualità e quantità nei ruoli scoperti. In particolare davanti dove non sarà facile trattenere una punta come Forte, cartellino dell’Inter, 12 gol al suo attivo, nazionale under 21 di C e quindi ambito in piazze di categorie superiori. Riuscire a tenerlo sarebbe già una bella base da cui ripartire.
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