Sicurezza
Lucchese, per gli stipendi servono 400.000 euro
Entro giovedì vanno pagati i compensi e gli oneri dei mesi di gennaio e febbraio. Lunedì sera incontro tra Bacci e Tambellini sui lavori per l’illuminazione allo stadio
LUCCA. Mentre si scatena la guerra, inevitabile viste le elezioni alle porte, tra il plenipotenziario rossonero Andrea Bacci e l’amministrazione comunale di Lucca con a capo il sindaco Alessandro Tambellini legata al mancato potenziamento dell’illuminazione del Porta Elisa come impone la Lega Pro, giovedì 16 aprile dovranno essere pagati gli stipendi ai tesserati ed i relativi oneri in capo ai mesi di gennaio e febbraio.
Una necessità media, di liquidità, dai 300 ai 400 mila euro per tutte o quasi tutte le società. Sono tanti oggi i club in difficoltà finanziaria. Per adesso, e siamo a metà aprile, a rischio iscrizione ci sono nel girone A il Monza, la Pro Patria, il Mantova, nel girone B il Savona (presto la penalizzazione di due punti), nel girone C il Savoia, la Reggina, il Barletta e l’Ischia.
Altri hanno problemi più o meno rilevanti legati al pagamento dei fornitori, degli steward, dei tecnici del settore giovanile e di ex collaboratori ancora a libro paga. Tutte le sessanta società stanno battendo a cassa. Ma le disponibilità annunciate dalla Lega Pro sono invece irrisorie. In totale, da dividere, solo 2,7 milioni di euro. Dei quali 1,2 milioni per la promozione applicata nell’attività di sviluppo dei vivai e 1,5 milioni, circa, legata all’ utilizzo degli “under” per il minutaggio.
Nella media, solo potenziale, una ripartizione di 45mila euro per società. Nella realtà alcuni potranno percepire circa 70 mila euro (tra le toscane Pontedera e Tuttocuoio). Chi trascura il settori giovanili e non manda in campo calciatori, nel rispetto dell’età media richiesta, ne riceverà, forse 10mila euro. La Lucchese, da novembre sino a marzo, ha mandato in campo 2-3 giocatori previsti dalle norme. In tutti i casi, il rimborso è una sciocchezza al confronto dei 300/400mila necessari, a tutti, anche ai più virtuosi, per far fronte ai costi generali della gestione bimestrale.
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Senza un vero cambiamento legato all’incremento dei ricavi nella Lega attraverso nuovi sponsor e attività promozionali fare calcio diventerà impossibile. A meno che il progetto che il presidente della Lega di A, Claudio Lotito, più volte ventilato data anche la crisi economica, non diventi esecutivo nella stagione 2016-2017. Taglio in Lega Pro da 60 a 40 squadre. Due gironi anziché tre. Meno squadre a dividersi quel che resta della torta che dovranno sopportare costi aggiuntivi per le trasferte e per allestire formazioni più competitive.
La domanda sorge spontanea: Lucca e la Lucchese sono pronte ad affrontare oneri sempre maggiori per un campionato di terza serie d’elitè? L’imprenditoria locale se la sente di affiancare patron Bacci o chi per lui in un progetto di ampio respiro investendo un bel po’ di soldini? Perché la bega dell’illuminazione si può risolvere in tanti modi. Coinvolgendo a livello sinergico Comune e Lucchese affinché la Lega Pro conceda (Macalli lo ha fatto ripetutamente in altre occasioni) un’altra proroga legata all’avvio e alla conclusione dei lavori, oppure emigrando temporaneamente in uno stadio vicino (leggasi il Melani di Pistoia visto che Bacci ha sempre detto di essere buon amico di Ferrari) in modo da dividersi le spese ordinarie (stewarding, manutenzione dell’impianto sportivo) con la società ospitante in attesa della messa a norma dell’illuminazione al Porta Elisa.
Il problema delle luci è soprattutto quello delle torri faro, che sono obsolete, a rischio e che devono essere sostituite. Un problema che era già stato segnalato nel 2007 ma che nessuna amministrazione comunale ha fin qui affrontato e risolto.
Stasera in ogni caso ci sarà un confronto fra il presidente della Lucchese Andrea Bacci e il sindaco Alessandro Tambellini, che potrebbe portare a un chiarimento e a una strategia comune.
Siamo certi che questa deroga la Lega Pro non la conceda? Renato Cipollini, ex portiere e direttore sportivo di tanti club, ha letto la normativa prevista nel sistema delle licenze nazionali per la stagione sportiva 2014-2015. Ma non è ancora stata redatta quella della stagione sportiva 2015-2016. Anzi, la Lega Pro con il consigliere Archimede Pitrolo e il presidente Mario Macalli ha manifestato il proprio dissenso sulla proposta del nuovo quadro normativo nel corso del consiglio federale del 26 marzo scorso. Quadro normativo che prevede tra l’altro l’obbligo di bilanci in regola entro il 2018 con controlli periodici da parte degli ispettori della Lega.
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