Attenzione
Lucchese modello Bilbao? Una squadra competitiva
Sono davvero tanti gli «indigeni» che militano in formazione di B, Lega Pro e D che potrebbe essere allestita una rosa legata al territorio molto competitiva
LUCCA. Sono davvero tanti i «lucchesi» che militano nei campionati professionistici che, contrariamente al passato, oggi si potrebbe tranquillamente allestire una formazione autoctona. Una squadra legata al territorio con calciatori nati in provincia di Lucca (Piana, Media Valle e Garfagnana) escludendo tranquillamente la Versilia. Solo un sogno immaginare una Lucchese con una fortissima presenza di giocatori locali? Un'utopia pensare ad una squadra che rappresenti un'identità tra il club e la città, valorizzi i ragazzi del vivaio pescati tra i vivai della provincia e consenta, al contempo, di contenere i costi di gestione salvaguardando i bilanci in un momento di crisi economica generale e del settore calcio in particolare? I modelli da seguire non mancano per la società diretta dal patron Andrea Bacci. Su tutti spicca la forte identità dell'Athletic Bilbao, la formazione che ha vinto due volte la Liga spagnola, 24 coppe del Re e ha partecipato a finali europee con una formazione costituita tutta da calciatori baschi. Certo, in questo caso il club dei “leones” può attingere da un bacino decisamente più ampio come quello dei paesi baschi rispetto a Lucca e provincia.
Epopea Maestrelli. Eppure dagli anni Ottanta sino all’inizio degli anni Duemila - ai tempi della Lucchese di Egiziano Maestrelli e Aldo Grassi e soprattutto di un settore giovanile composto dal compianto talent scout Alessandro Bianchi, dal mago del vivaio Gianfranco Luporini e da un maestro nella formazione dei giovani come Paolo Baldi - se c'era un calciatore lucchese di grande prospettiva approdava alla squadra principale del capoluogo, orgoglioso di vestire la gloriosa maglia rossonera. Da oltre un decennio purtroppo non è più così. I due fallimenti, una visione sbagliata del settore giovanile e forse anche un atteggiamento poco costruttivo hanno creato un solco tra la Lucchese e le altre realtà provinciali. Un vivaio improntato sull’identità lucchese avrebbe effetti positivi in ottica prima squadra e nel rafforzare l'attaccamento ai colori sociali. Ragazzi della zona che avrebbero una spinta emotiva indossando la maglia della propria città. Un percorso, quello di una Lucchese più “autoctona”, con giocatori scelti per le qualità calcistiche e caratteriali, ma anche geografiche, che era stato iniziato con la gestione Valentini-Giuliani dal direttore generale Paolo Giovannini in serie D con ben 11 atleti nati o residenti in Lucchesia. Quella era la Lucchese di Pera e Taddeucci. Sul piano costi-benefici oltretutto un giocatore locale la sera torna a casa, in famiglia e la società - parafrasando una celebre frase di Totò - non deve pagare « alloggio, vitto, lavatura e stiratura».
Una rosa competitiva. In attesa di conoscere il futuro della Lucchese edizione 2015-2016 che dipendente dalle scelte del dg Giovanni Galli e del suo fido scudiero Mauro Bertacchini, nuovo responsabile del settore giovanile, ci siamo «divertiti» a mettere insieme una Lucchese in stile Atletico Bilbao. Per carità, nessun suggerimento all’attuale staff tecnico che ha dimostrato sul campo conoscenze e competenze. Soltanto un elenco di calciatori nati e residenti in Lucchesia. Un mix di esperienza e gioventù alla portata del club. Abbiamo infatti omesso due calciatori lucchesi inarrivabili come Daniele Rugani, 21 anni, da Ponte a Moriano, titolare dell’Empoli destinato alla Juventus e in orbita azzurra e lo sfortunato Federico Mattiello, 20 anni, cartellino Juventus vittima di un grave infortunio con la maglia del Chievo.
Portieri. Tante le alternative tra i pali. Da Lorenzo Citti, 20 anni, cartellino della Juventus e in forza al Gubbio (Lega Pro)dove è chiuso da Iannarilli, al biondo Matteo Ricci, 21 anni, di Nozzano, cartellino dell’Empoli e quest’anno prima a Pontedera e poi a Pistoia giocando da titolare sino a Gianmarco Lenzi, 24 anni, da Camporgiano, svincolato dopo aver indossato l’anno passato la maglia del Pontedera. In crescita Matteo Biggeri, classe 1996 di Castelnuovo di Garfagnana, terzo portiere dell'Empoli.
Difensori. Tre i centrali di grande affidamento in grado di alternarsi. Da Giovanni Di Lorenzo, 22 anni, nazionale under 21, in forza alla Reggina dopo aver debuttato a 16 nella Lucchese in D agli esperti Massimiliano Mei, 32 anni, l’anno scorso al Real Vicenza e quest’anno tra Piacenza e Correggio con oltre 300 gare nei professionisti e Roberto Falivena, 29 anni, altopascese, colonna portante del Tuttocuoio. Con loro Gianluca Romiti, 23 anni, settore giovanile della Fiorentina, tesserato con il Pontedera a completare il reparto. Per le corsie laterali un talento lucchese dell’Empoli: Andrea Gemignani, classe 1996, convocato da Sarri in Coppa Italia e nazionale under 19. Alle sue spalle un veterano come Simone Angeli, 37 anni, da Monte S. Quirico, che ha portato il GhiviBorgo (Eccellenza) agli spareggi promozione in serie D.
Centrocampisti. Spiccano gli incontristi Paolo Bartolomei, 28 anni, di Borgo a Mozzano e Daniel Gemignani, 21 anni, ex Empoli, Esperia Viareggio e attualmente in forza al Savona in Lega Pro. Per quanto riguarda gli interni di regia non c’è che l’imbarazzo della scelta. Jacopo Fanucchi, 34 anni, da Tassignano in questa stagione ha realizzato nove reti indossando la maglia del Prato mentre Luigi “Gigio” Grassi, 32 anni, da Castelnuovo, è a quota 10 gol e sogna la promozione in B con l’Ascoli Picchio che insegue la capolista Teramo. Due calciatori in grado di andare in doppia cifra pur senza essere attaccanti.
Attaccanti esterni. Un grande colpo sarebbe l'esterno offensivo Nicolò Fazzi, classe 1995, di Borgo a Mozzano. La classica ala destra tutto corsa e dribbling di scuola Fiorentina e con il padre che giocò tra il 1979 e il 1981 nella Lucchese in C1 e C2. Attualmente è in B al Perugia. Un altro esterno d’attacco di prospettiva è Daniele Frugoli, 20 anni, scuola Empoli attualmente al Savona dopo aver militato sino a dicembre nella Pistoiese.
Punte. È il superbomber della serie D con una media gol stratosferica. Ventotto reti in 31 partite. Stiamo parlando di Manuel Pera, 31 anni, da Segromigno, che sta trascinando il Rimini in Lega Pro. Domenica prossima in caso di vittoria i biancorossi di Romagna saranno la prima squadra ad essere promossa nei professionisti. Lui nella Lucchese tornerebbe senza indugio. C’è poi un’altra punta lucchese doc che rientrerebbe volentieri a casa: Christian Cesaretti, 28 anni, attaccante del Pontedera, frenato quest’anno da un grave infortunio che ne ha condizionato il rendimento. Alle loro spalle per fare la «guerra» partendo dalla panchina il generoso Marino Taddeucci, a quota 10 gol anche quest’anno nonostante la classifica deficitaria del Rapallo Bogliasco in D.
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