La Lucchese non si ferma più, San Marino dura un tempo
Pur senza strafare i rossoneri conquistano la terza vittoria consecutiva grazie a una doppietta di Forte e a una rete di Raicevic dopo due mesi e mezzo
LUCCA. Il destino del San Marino era segnato. Già alla vigilia tutto sembrava voltare le spalle alla squadra del Titano candidata alla retrocessione diretta in serie D. Dal record di Galderisi, sei vittorie da allenatore (adesso divenute sette) su altrettante partite disputate contro i biancazzurri, a quello negativo di mister D’Adderio, nuovo tecnico degli ospiti subentrato a Tazzioli come mossa della disperazione, sempre sconfitto da «Nanu» nei precedenti e incapace di vincere da allenatore al Porta Elisa. E infine alla direzione di gara di un arbitro che alla Lucchese porta decisamente bene: Daniel Amabile della sezione di Vicenza, giacchetta nera di grande personalità che diresse senza sbagliare una virgola la «partitissima» del 4 maggio 2013 a Correggio dove i rossoneri si consegnarono alla storia tornando nei professionisti. Se a questo aggiungiamo la pochezza disarmante dei giovanotti guidati dal tecnico molisano è facile intuire come una Lucchese tutt’altro che aggressiva abbia potuto fare un sol boccone dell’avversario senza sudare più di tanto. Tre a zero e tutti a casa. Con la partita che, virtualmente, era finita al 44’ della prima frazione. Rigore realizzato dal solito Forte per un fallo di mano in area dell’ex Benassi già ammoniti in precedenza e quindi cacciato dal campo in conseguenza del secondo giallo. Sotto di un gol e con un uomo in meno una formazione che in 33 partite ha realizzato 26 punti e senza il -8 al Pro Piacenza sarebbe a 7 punti dal penultimo posto (occupato dal Forlì) valido per acciuffare i playout non può che subire ancora a meno che l’avversario non si suicidi. E la Lucchese non ne ha alcuna intenzione tanto che nella ripresa gioca come fa il gatto con il topo. Fa avanzare un avversario stanco, con poche idee e pure confuse, e lo trafigge prendendolo d’infilata. Raicevic, a secco da un due mesi e mezzo, e tenuto in panchina da Galderisi quando vede le maglie biancazzurre della Serenissima si rianima. E segna il gol numero tre di una stagione in chiaroscuro sul filo del fuorigioco provocando le ire dell’iberico Cruz, esterno di difesa tutto fosforo, che va a farsi la doccia anzitempo. Ridotta in nove al 18’ della ripresa la formazione ospite alza bandiera bianca. Ma c’è il tempo per lo scatenato Francesco Forte, purtroppo destinato la prossima stagione ad altri palcoscenici (la serie B), di mettere a segno la terza reta, decimo sigillo con la maglia rossonera. Con la Lucchese salva e con un piede e mezzo nella Tim Cup di serie A (sei punti di vantaggio dall’undicesima della classe, la Carrarese) il popolo rossonero pensa al futuro. Programmare, migliorare l’organico e ripartire con malcelate ambizioni. Obiettivo: i playoff. Ma occorre porre le basi in tempi brevi. Perché le squadre si costruiscono a maggio. Galderisi merita di restare. Per il lavoro svolto, il gioco sviluppato e i punti conquistati. Ma i matrimoni si fanno in due. Lui, abituato a una vita da zingaro del pallone, vorrebbe restare. Ma la società (patron Bacci) per adesso prende tempo. Ci chiediamo perché.
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