Sicurezza
Sottili a scuola di calcio dal vicino Sarri
Il tecnico orange che affronta i rossoneri abita a 5 chilometri dal guru dell’Empoli
LUCCA. Da calciatore era già un allenatore in campo. Tanto che Roberto Chiancone al Martinafranca nel 2003 si occupava solo di allenare gli attaccanti tanto per la fase difensiva ci pensava lui, Stefano Sottili, classe 1969, centrale con uno spiccato senso della posizione. Un predestinato della panchina anche per questioni geografiche. Abita a 5 chilometri dal suo modello di allenatore: Maurizio Sarri: «Io sono di Figline, lui di Reggello per la precisione di Vaggio. Dico la verità, è l'unico tecnico che sono andato a vedere due volte prima della chiamata della Pistoiese. I suoi allenamenti sono divertenti. Non ti puoi annoiare e i calciatori sono completamente coinvolti nel lavoro e partecipano con trasporto. Nel vederlo dialogare in campo durante le sedute mi ci sono ritrovato in pieno». Il suo arrivo a Pistoia aveva riportato entusiasmo: due vittorie consecutive (a Pontedera con il Tuttocuoio e in casa con il Forlì). Ma è stato un fuoco di paglia: ko a San Marino, a Teramo e nello storico derby con il Prato: «Premetto che sulle cinque partite disputate, quattro le abbiamo giocate in trasferta e con il San Marino abbiamo perso immeritatamente. Sulla nostra strada poi, oltre a infortuni e squalifiche, ci si è messa la tempesta d'inizio marzo con i problemi strutturali all'impianto che ci hanno fatto saltare le sfide con Ancona e Santarcangelo». Oggi al Melani arriva la Lucchese guidata dal tecnico Giuseppe Galderisi che Sottili conosce bene: «Da avversario ho incrociato le armi contro di lui in serie B quando io giocavo prima nel Barletta e poi nel Bologna e lui era al Padova. Era un guaio marcarlo, mi faceva girar la testa. Ricordo che nel 1991 i patavini erano in lotta per la serie A e all'Appiani vinsero 4-3 con una doppietta di Nanu. L'ho incontrato spesso a Coverciano durante i ritrovi degli allenatori. Il suo pregio? L'equilibrio. Lo stesso che vedi nelle sue squadre, tutte organizzatissime e ben disposte in campo. Credo che la Lucchese con questo allenatore e con qualche innesto a gennaio abbia trovato la quadratura del cerchio e sia in grado di vincere contro chiunque. Il peggior avversario che ci potesse capitare. Come se non bastasse sono carichi a molla dopo la vittoria nel derby con il Pisa. Servirà la massima attenzione e solo giocando la partita perfetta la spunteremo». Pistoiese che, tra l'altro, dovrà rinunciare a elementi importanti come la punta Anastasi, l'estroso Piscitella e l'esperto Pacciardi. «Faremo come al solito necessità virtù. Un pareggio? In questo momento i tre punti ci servono come il pane per arrivare alla salvezza che, tra l'altro, era l'obiettivo della società ad inizio stagione. Forse, dopo i buoni risultati ottenuti sino a dicembre, qualcuno si era illuso che questa squadra potesse andare al di là del mantenimento della categoria. Oggi dovremmo essere bravi a mantenere gli equilibri tra i reparti e non concedere campo ai loro esterni che sulle ripartenze fanno male. Gioca Scapinello? Ero a Varese e conosco la sua forza. Un prospetto interessante destinato a crescere. Una freccia in più nell'arco della Lucchese».
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